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La Filosofia del Passe-Livre
Il Passe-Livre nasce da un appassionato interesse e da un interesse appassionato per i libri e per i lettori.
Il Passe-Livre si è ispirato, quando ha visto la luce, alla geniale idea del bookcrossing, ma oggi percorrere altre strade ed è divenuto uno dei tanti elementi, certamente quello portante e forse più importante,che fanno vivere la nostra comunità di lettrici e lettori.
Se dovessimo trovare qualche parola per sintetizzare il Passe-Livre diremmo: gioco, scambio, condivisione, caso, comunità, profondità.
Gioco:
Qualcuno ci ha rimproverato di usare questa parola per il Passe-Livre, quasi che volessimo diminuirlo. Possiamo dire che per noi il gioco è forse una delle attività più serie che un essere umano possa intraprendere?
Scambio:
Nel Passe-Livre si scambiano libri. Solo quelli? Non si scambiano anche conoscenza, emozioni, curiosità? Perché lo si fa? Boh! Voi avete risposte?
Condivisione:
Si può condividere con altri, sconosciuti o meno, il piacere della lettura, senza imporlo con atteggiamento di superiorità? Se ci riuscissimo, il Passe-Livre raggiungerebbe uno dei suoi scopi, e non il meno importante.
Caso:
Quando si libera un libro non c’è nessuna certezza né che quel libro trovi un lettore, né che quel lettore lo rimetta in circolazione. È un problema? Forse no. Non è più bello correre il rischio e affidarsi al caso? In un film americano in bianco e nero degli anni ’50, uno dei protagonisti dice “Il caso è una categoria della intelligenza”. Offresi lauta mancia a chi ci aiuta a ricordare come si chiama quel film.
Comunità:
Perché punti fissi del Passe-Livre con la novità del totem? Perché per noi sono il simbolo intorno al quale può raccogliersi “fisicamente” quella comunità che originariamente avrebbe dovuto interagire solo su internet. Sinceramente è bellissimo comunicare in pochi secondi e facilmente con tutto il mondo. Ma volete mettere il piacere di parlarsi guardando, magari bevendo un bicchiere di vino?
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