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giovedì 11 marzo 2010: ad oggi ci sono 17428 utenti registrati, 17395 libri liberati e 353 recensioni.

Progetti

Festa del Libro e delle Culture Italiane
Terza Edizione
Parigi 5/6/7 Febbraio 2010


Siamo ripartiti per la terza volta. Abbiamo già tante cose da raccontare...

Festa del Libro e delle Culture Italiane
Terza Edizione
Parigi 5/6/7 Febbraio 2010


SETTIMANA DAL 31 GENNAIO AL 7 FEBBRAIO: In maniera del tutto arbitraria, e ne chiediamo scusa, abbiamo fatto diventare la settimana un valore composto da 8 giorni. Ma non potevamo spezzare un'emozione! Per il blog del 2011 faremo in modo di iniziare la settimana di lunedì, così ci troveremo calibrati con il chiudere sempre di domenica. E dunque come è andata? Proprio bene e ne siamo contenti. Abbiamo avuto un sacco di visite, ben più che l'anno scorso e gli incontri sono stati tutti molto partecipati. Presupponiamo anche interessanti. Lo presupponiamo perché, ma non andate a dirlo in giro, mentre questi si svolgevano, noi avevamo altro da fare. Non ci sono capitati incidenti particolari (forse avevamo già fatto il pieno di malasorte prima) e il clima è stato quasi clemente. Lettrici e lettori sono rimasti estasiate/i del concorso "1 CARATTERE IN 500 CARATTERI" e abbiamo contato fra il pubblico della "Festa" un paio di protagoniste "recensore" e ben 7 fra traduttrici e traduttori (bella forza, abitavano tutte/i a Parigi). Ci siamo pure avanzati per il 2011: trovato già un paio di sponsor, programmati già qualche incontro e fissate le date della "Festa4". Au revoir all'11, 12 e 13 marzo...

SETTIMANA DAL 24 AL 30 GENNAIO: Les jeux sont faits, come si dice nei luoghi della vera cultura (quella seria, chiedere a Fjedor per credere). Ci adattiamo a una "Festa" anni '50, in bianco e nero. Quelli della serie "Poveri ma belli": ci spicceremo in economia. Stiamo riuscendo a risparmiare su tutto, tranne che sulle rotture di zebedei. Esempi? Si può avere solo lunedì 25 gennaio alle 14h30 il visto presidenziale della Giunta Regionale Toscana per il prestito di alcune tavole della mostra "Gli angeli del fango" sull'alluvione di Firenze del 1966, quando si sapeva dal 2 dicembre 2009 che il Q1 voleva portare questa esposizone a Parigi? Si può scoprire solo alle 12h30 di giovedì 28 gennaio che, benché ci sia l'euro, benché ci sia il Parlamento Europeo, benché tutti si sciacquino la bocca di libero mercato, per portare 4 cartoni di vino in Francia ci vuole quasi un mese di tempo per attivare tutte le pratiche fiscali e amministrative? E questo perché all'ufficio doganale di Firenze (ma esistono ancora le dogane?) hanno "tanto lavoro arretrato da smaltire". Ma non ci scoraggiamo. Troviamo come assicurare e trasportare (altri soldi che se ne vanno) le preziose foto e troviamo pure il vino DOC toscano (a Parigi e costa pure meno). Per cui ci concentriamo sulla natura della manifestazione: la festa (e vadano a dar via i 'ciap in molte/i). E prepariamo due "festicciole" di inaugurazione (una sola ci pareva un po' misero). La prima la facciamo all'Istituto Italiano di Cultura di Parigi, nei lussuosi locali di rue de Varenne, giovedì 4 alle 19h00, mentore l'amico Carofiglio. La seconda, più informalmente, ai Blancs Manteaux, al 48 di rue Vieille du Temple, venerdì 5 alle 12h00. Siete invitate/i a entrambe. Per la serata del 4 è gradita "riservazione" e quasi un abito da sera (insomma vestitevi meglio che potete). Per il 5 si entra finché c'è posto e potete venire anche in abiti discinti (pare però che in quei giorni a Parigi farà un po' freddino).

SETTIMANA DAL 17 AL 23 GENNAIO: Aiutati che Dio ti aiuta. Lasciamo perdere suppliche e appelli e facciamo da soli, ma proprio da soli. Intanto ci siamo assicurati in programma un bell'incontro sui fatti di Rosarno. Poi abbiamo già avuto una sacco di reazioni dei media italiani e francesi. E vedremo come andrà la conferenza stampa che abbiamo in programma a Firenze martedì 26 Gennaio. A questa parteciperà, da noi invitata, Giusy, storica cit-lettrice, che ha pure partecipato, e con merito, al concorso "1 CARATTERE IN 500 CARATTERI". Ci siamo poi incrociati, e ci sembra che ci siamo subito piaciuti, con gli amici di Villa Cesi all'Impruneta (pieno Chianti). Sarà Villa Cesi a portare alla "Festa" lo stendardo del "Buon Gusto" italiano con salumi, vini e pecorini. Almeno se magna. E si magnerà francese in Villa Cesi, una sera di fine febbraio. Stiamo organizzando una bella cena "Paris mon amour" da proporre a cit-lettrici e cit-lettori con prodotti francesi freschi, DOC e DOP, che andremo a comprare domenica 7 febbraio mattina, prima che la "Festa" cominci, al mercato della Bastiglia. Scusateci se vi porteremo solo i sapori e non pure le appetitose immagini del mercato cibario all'aperto più bello di Parigi. Appena possibile apriremo le prenotazioni per la serata gourmande. Bon appetit

SETTIMANA DAL 10 AL 16 GENNAIO: Il nostro appello, quasi supplica, al magnifico Sindaco di Firenze, Matteo Renzi, non è che non abbia avuto esito. Non ha proprio avuto risposta. Eppure non ci sembrava di chiedere chissà cosa. Ecco la nostra proposta. Visto il grande successo di partecipazione al concorso "1 CARATTERE IN 500 CARATTERI". Visto che le università francesi di Paris-Sorbonne e Avignon, venute a conoscenza della nostra idea, si sono subito messe a disposizione per reclutare giovani traduttori e giovani traduttrici, pronti/e a rendere in lingua gallica le recensioni raccolte a Firenze, così da farle intelligibili a tutti i francesi. Visto che questa situazione potrebbe rappresentare un bell'esempio di legame fra Italia e Francia, partendo dai libri e dalla lettura. Visto che abbiamo già graficamente studiata la possibilità di rappresentare insieme recensione e traduzione (con bella foto di chi ha recensito e di chi ha tradotto). Visto che tutto ciò non costerebbe un capitale. Visto che il Q1 di Firenze si presenterà alla "Festa", nostro ospite e senza spendere un euro, con una esposizione fotografica sull'alluvione del 1966, dietro nostro suggerimento, perché proprio in questi giorni ricorre il centenario dell'ultima grande alluvione subita da Parigi. Visto che quando a Parigi abbiamo proposto un "gemellaggio culturale" fra i quartieri dei rispettivi centri storici si sono subito attivati. Visto che abbiamo avuto dalla direttrice della Biblioteca Storica della Ville de Paris, biblioteca ricca di oltre un milione di documenti, la richiesta di mettersi a tavolino e prospettare rapporti cooperativi fra Parigi e Firenze. Visto che a Parigi migliaia di lettrici e lettori stanno aspettando a gloria la nostra terza "Festa". Visto tutto questo, abbiamo fatto la domanda: "Perché il Comune di Firenze non viene a fare l'ospite d'onore della "Festa", assumendosi solo il costo di far stampare i pannelli con le recensioni e le traduzioni? Noi vi mettiamo a disposizione uno spazio di 60 mq, trasporto, allestimenti, personale. Tutto questo costerebbe da "listino" 35.000 euro, ma noi questi soldi noi non li chiediamo, né li vogliamo. Ci basta avere in cambio spazi e servizi per organizzare a Firenze, senza nulla alltro pretendere, una replica della "Festa del Libro e delle Culture Italiane", con editori, ospiti, e una forte partecipazione francese." Vista la domanda, la avete vista voi la risposta? Noi, no. Se la vedete, fatecelo sapere, s'il vous plait. Merci!

SETTIMANA DAL 3 AL 9 GENNAIO: Visto che non troviamo risorse per Parigi, ci mettiamo a cercare recensioni. Di quelle ne troviamo parecchie e pure buone. Sono il risultato del concorso "1 CARATTERE IN 500 CARATTERI", ormai a tutte/i troppo noto per essere ancora raccontato. Ne siamo commossi. E ci fanno molto più dei patrocini offertici dalle stanze del potere. Siamo sicuri che con ambasciatori come i nostri valenti concorrenti l'onore è salvo. La salute poi non c'è male. E allora che andassero a morì am... e buona notte 

SETTIMANA DAL 27 DICEMBRE AL 2 GENNAIO: Superate le prove gelo, neve e pioggia, cominciamo a essere soddisfatti dell'esperimento gemellaggio della "Festa" fra Parigi e Firenze. Tutto pare ben funzionare in Largo Annigoni (alias Piazza Ghiberti): i libri sono contenti, lettrici e lettori sono contente/i, gli editori sono contenti e sono contenti pure i concorrenti (quelle/i del concorso "1 CARATTERE IN 500 CARATTERI"). Ci sembra di aver proprio tutto per far funzionare la città di Firenze alla "Festa" di Parigi e la "Festa" a Firenze. Diamine! La città del giglio è rimasta l'unica in Italia a non avere una manifestazione editoriale di una certa dignità. Perchè non provare a farla? Ora scriviamo subito al Sindaco Matteo Renzi e vediamo se ci risponde e cosa. Poi, visto che siamo una "libreria trasparente" ve ne daremo, con "trasparenza", notizia.

SETTIMANA DAL 20 AL 26 DICEMBRE: Se non arrivano soldi, comunque arrivano nuovi ospiti! In tre giorni assommiamo una notissima firma giornalistica (di quelle testate che vogliono il male dell'Italia) e al tempo stesso notissimo volto televisivo e una cantante-scrittrice con al seguito complesso. Sono nomi a cui non possiamo e non vogliamo dire di no, ma resta sempre fisso l'interrogativo principe. Dove li mettiamo? E, maxime, come li paghiamo? Si potessero tramutare in euri i patrocini, saremmo a posto. Ce li offrono, quasi con insistenza, in tanti. A metà settimana, parlando con la segreteria di un Assessorato alla Cultura di tutto rispetto si torna a tredici. "Nella documentazione che ci avete inviato non c'è la richiesta di patrocinio. Come mai? Quella potremmo darvela..". "Se non l'abbiamo chiesta, forse c'è una ragione". "E perché mai, scusate? Che non vi piace?". "No, per carità. Però di patrocini ne abbiamo gia abbastanza: Ville de Paris, Istituto Italiano di Cultura, la zia Rita.. Dove li mettiamo tutti questi patrocini. Non avremmo neanche spazio sui manifesti..". "Ma il nostro patrocinio è più bello". "Non discutiamo, ma siamo già, e da tempo, in parola con altri..". "Mah, fate come volete, avevamo capito che vi servisse un patrocinio". "No, veramente ci servirebbero sostegni tangibili". "Lo vedete, allora vi serve il patrocinio!". "No. Abbiamo tutto il rispetto per il patrocinio, ma l'allestitore, il trasportatore, l'albergatore, da noi vuole i soldi!". "Avete provato a proporgli un patrocinio a saldo delle fatture?". "In verità non ci avevamo pensato. Può funzionare?". "E come no, quelli i patrocini se li scambiano quasi a mercato nero... Ma fatevi furbi! Alla vostra età...". "Allora proviamo a chiedere..". "Chiedete, chiedete. E vedrete che sorprese...". Ora ci proviamo, magari a anno nuovo. Può darsi che in Borsa ci sia un'impennata dei patrocini. Ora et labora...

SETTIMANA DAL 13 AL 19 DICEMBRE: Il gemellaggio fiorentino-parigino avanza. Assume anzi contorni magici e kafkiani al tempo stesso. La magia: innevata Parigi, con la Tour Eiffel chiusa, riceviamo la telefonata di un tizio molto sù, ma proprio tanto sù, nella gerarchia della città gigliata. Assume informazioni sulla nostra attività scambistica, se ne compiace e poi parte all'attacco. "Avete visto che a Parigi nevica?". "Sì, certo. Molto suggestivo..". "E qui a Firenze?". "Qui a Firenze, cosa? Ci scusi". "No, dico. Voi vi state occupando di questo scambio-gemellaggio fra Parigi e Firenze. Giusto?". "Sì, abbastanza. E allora?". "E allora, perchè non fate nevicare pure a Firenze? Dite di gemellare, gemellare.. Gemellate fino in fondo, dunque". Proviamo a difenderci: "Ci perdoni, ma in questi giorni, con tutto il traffico che c'è, non Le sembra che una nevicata in città porti troppi disagi?". "Questo non è affar vostro. Pensate a far nevicare. La situazione la gestiamo poi noi. D'accordo?". E d'accordo, che potevamo dire, del resto? Freddo, fa freddo. Speriamo nevichi. Evidentemente un Dio laico ci assiste e, puntuale, venerdì sera schioppa una bella nevicata, comm'il faut. Siamo salvi! Passiamo al coté kafkiano. Riceviamo da Parigi notizia che la Direttrice in capo della Biblioteca Storica della Città di Parigi, biblioteca ricca di oltre un milione di documenti, venuta al corrente delle nostre, quasi involontarie, azioni di "diplomazia culturale e gemellare" chiede che si stabilisca un canale di scambio con Firenze. Perché lo chieda a noi non si sa. Diligentemente trasferiamo l'esplicita richiesta di cooperazione a chi di dovere: Sindaco, ViceSindaco, Assessore alla Cultura. Avete avuto risposta voi? Noi no. O per lo meno non ancora. Dite ci convenga aspettare? E noi aspettiamo. Venuta la neve, può darsi arrivi anche qualche risposta. Tante calde cose.

SETTIMANA DAL 6 AL 12 DICEMBRE: Il racconto della settimana scorso ci vedeva a Roma e lì siamo rimasti sino a lunedì, confortati da editori, abacchi, tabacchi e maialini. La "vacanza romana" non risultò infruttuosa, anzi. Scopriamo (forse grazie all'affetto che portiamo a S.B. II) che la nostra "Festa" è apprezzata e lodata addirittura dalla sezione competente del Ministero dei Beni Culturali. E che, forse, sarà anche sostenuta. Per noi che, come si dice, stiamo "tienimi che ti tengo", ogni sostegno è più che benvenuto. Figurarsi questo e a così alti livelli. Ma ci avranno visti bene in faccia? Non ci siamo lilimitati ai "misteri dei ministeri" e abbiamo proseguito, indefettibile, la nostra azione di marcamento a uomo degli editori. Che dette anche qualche esito. Però più per Firenze che per Parigi (o meglio, prima per Firenze e poi per Parigi). Ora direte: "Mo' che c'entra Firenze?". C'entra, c'entra. La nostra proposta di "baratto" fatta al Quartiere 1 (un po' di spazio di Largo Annigoni, o Piazza Ghiberti a secondo dei gusti, in cambio di un po' di spazio ai Blancs Manteaux), ratificata negli intenti, è divenuta realtà. Già da subito, se venite di fronte al Mercato di Sant'Ambrogio (attenzione: a Firenze, non a Milano) lì ci troverete, all'interno di elegante e calda struttura, assaliti dai libri. Che speriamo di vendere, in gran parte, entro la Befana (a quella data, lasceremo poi la piazza), sia per non riportarne troppi indietro, siamo perché ci servono soldi assai (scusate la brutalità). Per cui chi, venendoci a trovare, fosse spinta/o da compulsioni di consumo librario sappia che fa due opere buone in una. E che, soprattutto, potrebbe vincere viaggio e soggiorno per due persone a Parigi dall'1 al 7 febbraio 2010. Ma come, non sapete ancora niente? Ah, già, dovevamo fare la conferenza stampa prima di darne notizia. L'abbiamo rimandata al 22 dicembre, causa indisponibilità di vari assessori, impegnatissimi, ma pur vogliosi di significare il loro incoraggiamento al ponte Parigi-Firenze che, nella nostra modesta infimità, si va costruendo. Ci sono ostacoli, ma si farà molto prima che non quello di Messina. Stiamo perdendo il filo (e voi, forse, la pazienza). Dicevamo del concorso (forse non lo avevamo detto ancora. Ma pure voi, un piccolo sforzo per vincere il viaggio in palio, lo volete fare?). Il concorso si intitola "1 CARATTERE IN 500 CARATTERI" e si lega a Parigi non solo per il viaggio. Lo slogan che lo presenta è "Parigi val bene un buon libro". Senso del concorso, regolamento e modalità di svolgimento, li potete leggere qui sul sito cliccando  "VIENI A PARIGI?". In effetti spiegarlo per iscritto è forse un po' complicato. Venite in Piazza Ghiberti in questi giorni e ve lo spieghiamo a voce. Ad maiora

SETTIMANA DAL 29 NOVEMBRE AL 5 DICEMBRE: Trattasi questa di settimana spezzata, passata mezza in loco (a Firenze) e un po' a Roma. A Firenze succede che si concretizza l'ipotesi gemellaggio Firenze-Parigi e prende forma concreta e subito operativa. Vorrete sapere come si concretizza tutto ciò, presumiamo. Bene, non ve lo possiamo ancora dire. Dobbiamo aspettare lunedì 14 dicembre per rendere pubblici i nostri progetti, vincolati alla conferenza stampa che terremo quel giorno insieme al Q1. Se non si cambia idea. Possiamo però dare qualche traccia dei nostri percorsi. Saremo "libreria trasparente" dal 15 dicembre al 6 gennaio, e con orario continuato, in piazza fiorentina centrale e ben nota (in effetti con il nome che ha ora non la individua quasi nessuno, mentre con il vecchio nome è subito presente a chi abita Firenze), prospiciente il più frequentato mercato della città. Sulla "location" ci fermiamo qui. Per quanto riguarda i contenuti dello spazio possiamo presumere che ci siano i libri. Se no, che c***o di libreria saremmo. A livello di onomastica dobbiamo immaginare che, essendo nato il tutto dalla iniziativa parigina, lo spazio si intitolerà alla "Festa del LIbro e delle Culture Italiane". Intravediamo dei vantaggi per cit-lettrici e cit-lettori che verranno a trovarci. Esse, essi, non solo troverranno una bella scelta di libri a sostegno della "meglia editoria italiana e indipendente", ma acquistandone qualcuno di questi potranno prendere due piccioni con una fava. Il primo piccione è il concreto aiuto che verrà dato ai nostri sforzi, il secondo è il rischio di vincere un viaggio con soggiorno a Parigi per una settimana per due persone dal 1 al 7 febbraio. La fava è colui (colei?) che, insensibile ai nostri impegni, se ne sta alla finestra a guardare. E a forza di stare alla finestra a guardare magari alla fine vedrà il cognato (o la cognata) salire sull'aereo, con destinazione Parigi-Marais, che fa marameo. Ma a Firenze in questi giorni non ci siamo occupati solo di cose municipali e i nostri appetiti si sono orientati oltre le mura e in varie direzioni: Sardegna, 1000 borghi e borghetti, Pisa. A Roma, ancorche gravemente malati, abbiamo trovato la forza per rompere gli zebedei a un po' di editori nel contesto della bella fiera "Più libri più liberi". Molti editori hanno accolto a braccia aperte le nostre noie (segno questo del masochismo ormai dilagante). Anzi alcuni, esentati per scrupolo dai nostri fastidi, si sono pure risentiti. E ci hanno pure ripresi: "Aho', ma pecché nun ce rompete li cojoni puro a noi. Che ve famo schifo?". A volte è bello sentirsi contornati da tanto affetto e da tanta attenzione. Sugli esiti della spedizione romana, ancora in corso, ci aggiorniamo con il riassunto della settimana prossima. State bene.

SETTIMANA DAL 22 AL 28 NOVEMBRE:  Reduci da una settimana di fuoco iniziatasi sulle rive della Senna e conclusasi fra le nebbie del Vercellese siamo qui a relazionare. Tanti furono gli avvenimenti che ci accaddero e siamo quindi costretti a stringere molto per non abusare del tempo di lettrici e lettori. Andiamo al sodo e con ordine. Acqua: sarà forse l'elemento simbolico e fotografico della "Festa", e il liquido scorrerà fra Firenze e Parigi con tutte le sue caratteristiche tragiche, solidaristiche, anniversarie. I parigini sono pronti (facile per loro, fanno cento anni!). Lo saranno anco li fiorentini? Gemelleremo Arno e Senna? A fra pochi giorni la risposta. Portiera: sì, abbiamo una portiera. Ma non è quella dell'automobile, né, tantomeno, quella che spazza nel cortile e ritira la posta. Trattasi di vera portiera di calcio, militante nella massima divisione francese, tifosa (non si sa se per piaggeria o convinzione) della convocazione di Sebastien Frey nella nazionale dei galletti. Questa simpatica fanciullona (come avrebbe detto Saba: ultimo baluardo..) si chiama Marie Oceane ed è entrata a far parte della indefettibile squadra parigina già messasi all'opera per i preparativi festivi. Dal momento che M.O. ha accettato convocazione e ingaggio, ci sentiamo, come dire, più sicuri. E chi mai ci farà goal? Caffé: ne abbiamo bevuto tanto, anche perché il prodotto più economico che si potesse consumare negli oltre venti incontri organizzati quasi tutti presso bar, brasseries e bistrots. Ma non stiamo ora valutando tanto il caffé in quanto prodotto. Piuttosto come mezzo. Ci spieghiamo meglio. Siamo stati contattati, tramite la gentile Francesca, da una importantissima (e quando diciamo importantissima, siamo modesti) azienda italiana che ha a che fare con il caffé. Sembra, l'azienda, interessata a manifestarsi alla "Festa" in maniera istruttiva e quasi pedagogica. All'ultimo minuto, prima di partire, siamo riusciti a incontrare la responsabile "Eventi" della dependance francese. Il colloquio, amabilissimo, ci ha lasciati però con un mezzo dubbio. Ha capito l'azienda che noi saremmo onorati di averli come sponsor e, quindi, come portatori di risorse? O pensa l'azienda di proporsi come "portatrice di contenuti" per la nostra "Festa", aspettandosi magari che si sia noi a dar loro risorse (orrore!!!)? Noi saremmo propensi a usare un giusto "mezzo": e quindi ricevere risorse come da uno sponsor e dare la dovuta ospitalità ai contenuti come facciamo con i protagonisti del "Programma". Non vi pare corretto? Tante altre cose potremmo raccontarvi, ma il tempo vola davvero. Qualcuna/o potrebbe chiedersi: "Ma soldi ne hanno trovati"? Ebbene, sì. Trovati anche quelli! La più deputata istituzione culturale italiana installata a Parigi ci finanzierà. Oltre ad aiuti nella comunicazione e nella promozione della "Festa" c'è la promessa, quasi impegnativa al 100%, di una contribuzione in liquidi (denaro, non l'acqua). Tale contribuzione non sarà inferiore ai 1.000 euro e non superiore ai 2.000. Per cui, capiteci, ora dobbiamo proprio lasciarvi. Dobbiamo studiare dove investire al meglio tutte queste risorse. A la prochaine. 

SETTIMANA DAL 15 AL 21 NOVEMBRE:  A volte basta davvero poco per cambiarsi la vita. Precipitati nel grigiore del pessimismo, stiamo quasi rinascendo, illuminati da colori accessi. E come è successo sto fatto? Mo' ve lo diciamo. Entrati in contatto con un bel borgo toscano, siamo indirizzati a un consorzio turistico-produttivo dell'area circostante. Allora noi, subito, indirizziamo a questo consorzio tutta la nostra documentazione e le nostre proposte. Ma il consorzio nicchia, non risponde, fondamentalmente ha sempre il telefono occupato (il numero però è buono, perché una volta ci abbiamo parlato). Peccato. Peccato soprattutto perché all'interno di questo consorzio c'è un'azienda artigiana di confezioni che discende da una tradizione di abilità manifatturiera, le cui prime prove di esistenza sono datate addirittura al 1402. Quindi con una tradizione che si incrocia spudoratamente con il tema della "memoria" assunto questo anno dalla "Festa". Non bastasse ciò, la punta di diamante dell'azienda sono i cappotti. Per altro coloratissimi. Un momento: ma noi facciamo la "Festa" all'Espace d'Animation des Blancs Manteaux e blancs manteaux in italiano (con traduzione squisitamente letterale) vuole dire "cappotti bianchi". L'azienda invece li fa quasi sempre di colori sgargianti! Il corto circuito cromatico ci affascina sempre di più. Come bambini capricciosi cominciamo a convincerci che la "Festa" senza i capotti italiani, artigiani e colorati non si può fare. Ora convincere noi è facile (siamo dei bambinoni!); il problema è convicere l'azienda. Come potrebbe reagire un soggetto che produce cappotti all'invito a manifestarsi in una manifestazione in cui si vendono essenzialmente libri? D'acchitto pensiamo: male. Ma uno dei nostri motti è "chi non va, non vede" (vecchio film di Lucchetti con Paolo Haendel). Allora andiamo, anzi telefoniamo. A differenza di quello del consorzio, il telefono risulta libero e ci risponde pure qualcuno. Con molta cautela, ci rendiamo conto di camminare sul ciglio di un burrone, strappiamo un indirizzo e-mail. E cominciamo a scrivere, dando fondo alle nostre modeste capacità narrative.  Evochiamo di tutto: le evidenti parentele che esistono fra libri e cappotti, le curiosità onomastiche, la possibilità che qualche autore o autrice provi durante la "Festa" un cappotto, diventandone, in un certo senso, testimonial, le ipotesi di vendita le più favorevoli, il fascino della produzione in diiretta di un bel cappotto. Spediamo il nostro componimento. Un primo effetto positivo: nessuno ci risponde, quindi nessuno ci manda a fa n... Ma non possiamo essere pavidi. Dito sui tasti e telefonata. Approccio morbido, in attesa che ci sputino in un occhio via cavo. Sorpresa: la cosa interessa e se ne può parlare. Dipende solo da quanto costa. Ma quando mai il costo di una cosa è stato mai un problema! Via, ci siamo. Ora dobbiamo solo far acquisire alla Prefecture parigina il concetto che nelle tradizioni culturali italiane è stata sempre viva e presente la commistione fra pagina scritta e cappotti. D'altronde, cari amici francesi, ma voi dove li vorreste esporre e vendere i cappotti, se non in un salon librario? Abbiamo tempo sino a lunedì prossimo per dotarci di un'argomentazione ferrea, cartesiana e inappuntabile. Magari lo facciamo in cuccetta, avendo 12 ore di treno da prevedere per il nostro trasferimento in ville lumière. Incrociamo le dita.

SETTIMANA DALL'8 AL 14 NOVEMBRE:  Siamo alle prese con una nuova realtà, con la quale non abbiamo molta dimestichezza. Si tratta del silenzio-dissenso. Forse voi ne sapete qualcosa? Noi conoscevamo il silenzio-assenso, ma questa nuova cosa ci coglie sinceramente impreparati. Deve essere qualche nuova direttiva, con cui potrebbe avere a  che fare un Brunetta, per esempio. Funziona così: noi si propone qualcosa (non stiamo neanche a dirvi cosa, che tanto avete già capito). E aspettiamo risposte. Che non arrivano mai. Allora sollecitiamo. Sollecita oggi, sollecita domani, alla fine la risposta arriva. Sempre la stessa: no o ni. Spesso in maniera garbata, argomentata, suadente. Ma sempre no o ni. Alla nostra obiezione: "Scusate, ma non potevate dircelo subito?", facciamo anche la figura dei trogloditi. "Ci scusi, ma Lei non sa che ora vige il silenzio-dissenso nella pubblica amminstrazione?". "No, veramente. Ma cosa vi costerebbe rispondere in ogni caso?". "Ma sarebbe uno spreco di risorse, che in questo momento lo Stato non può certo permettersi!". Come non detto. Ci consoliamo con i nostri ospiti, che intanto continuano a crescere. Ora non si autoinvitano manco più a singoli, ma in gruppo. Non facciamo nomi, perché sembrerebbe brutto. Tanto poi, quando vedrete il programma definitivo, li indivuate subito. Abbiamo provato a trattare: "Ma non potete mandarne uno solo a Parigi, in rappresentanza?". "Eh no! Noi siamo un gruppo e nessuno di noi si muove mai indivudualmente". "Limitatevi a due..". "Beh, in effetti in due si è in qualche modo un gruppo e il principio è salvo. Bene si sarà in due". "E grazie tante". Meglio allontanarsi un po' da tutte queste beghe. Fra una settimana ce ne andiamo a Parigi a fare sopralluoghi e ci disintossichiamo qualche giorno.

SETTIMANA DALL'1 AL 7 NOVEMBRE:  Arieccoci. Come avrete capito, questa volta, non sapevamo da che parte raccontarvi la cosa, per cui abbiamo preso tempo a manifestarci.  Insomma la situazione è questa. A tre mesi dall'evento (che possa annà a morì ammazzato chi ha coniato il termine) abbiamo (udite! udite!) già definito il tema della "Festa", allestito il programma al 90%, stabiliti i piani logistici, pronto il sito. Nell'ordine. Il tema: memoria e futuro (niente di particolarmente fantasioso, ma non vogliamo sconvolgere con troppa "creatività" i cari amici e le care amiche di Francia). Il programma: abbiamo già la conferma di una ventina di ospiti e stiamo facendo argine a richieste ulteriori di partecipazione. Esse sono plurime e quotidiane. Qualche nome: Bajani, Bonvicini, Carlotto, Carofiglio, Celestini, Garlini, Guarnieri, Mazzucco.. L'elenco completo lo trovate comunque sul sito della "Festa". La logistica: un solo uomo al comando. Gianluigi. Perla rara, già sperimentata in posizione più "subalterna" nel 2008 e decisamente più "autorevole" nel 2009. Il (lo? su?) Gianluigi ci fa dormire sonni tranquilli, se non si schiferà di noi prima del tempo debito. Il sito: fatto. Anche se visitandolo potreste avere l'impressione che manchi roba, vi sbagliate. C'è tutto e se non vi facciamo vedere questo tutto è solo perché lo teniamo nascosto e lo tireremo fuori quando sarà il momento. A questo punto qualcuno/a si domanderà: "Ma quanti c***i di soldi hanno fatto questi?". "Manco un euro". Sì, sì, proprio così. Vi sono consueti i nostri piagnistei sul versante "dindi" e ci avrete fatto pure il callo. In passato, di questi tempi, non avevamo certezze, ma qualche speranza sì. Al momento manco quelle. Siamo pancia a terra alla ricerca di finanziatori, sponsors, commerciali, mecenati. Ma non si vede, ahimé, niente di concreto. Speriamo nel futuro (tema della "Festa") e che qualcosa cambi. Se parliamo di futuro, non possiamo dimenticare però la memoria (altro tema della "Festa") delle esperienze pregresse. Vi ricordate che negli anni passati si era allusa a una qualche certa non "buona educazione" da parte delle "pubbliche amministrazioni" nostrane? Ecco, quella non è cambiata per nulla. Tale e quale e imperterrita nel tempo. E ben distribuita fra passato, presente e aspettative future. Quanto si soffre!

Festa del Libro e delle Culture Italiane
Seconda Edizione
Parigi 6/7/8 Febbraio 2009




 SETTIMANA DALL'1 ALL'8 FEBBRAIO:  Comincia la settimana "vera". La settimana "tosta". Quella della "Festa". Nella domenica piovosa e uggiosa dell'1 Febbraio scorazziamo fra Firenze, Campi Bisenzio e Calenzano per depositare cibarie, fissare furgoni, fare un'ultima (inutile) visita all'IKEA. Lunedì 2, alle 8 di mattina, siamo già sull'autostrada con il fido scudiero Marcello diretti a Reggio Emilia. Qui, ai Magazzini Comunali, ci aspettano 5 bancali (che ovviamente non entrano nel furgone) in cui sono assemblati gli oggetti più vari: affettatrici, libri, forme di parmigiano, vino, salumi, depliants, dolcetti, manifesti, pannelli. Tutto ben mescolato! Tenete a mente questa macedonia di cose. Come razzi da Reggio Emilia ci fiondiamo nella landa fiorentina a depositare la miscellanea. Quindi ci ributtiamo in autostrada in direzione Montevarchi con l'obiettivo di riempire il furgone delle dolcezze della premiata ditta Bonci. Lottiamo con l'orologio. Dal Bonci troviamo un simpaticissimo magazziniere, mezzo triestino e mezzo meridionale, efficace, ma grande affabulatore. Lo strozzeremmo volentieri, visto il tempo che ci fa perdere. Sull'autostrada incontriamo un paio di incidenti, che rallentano la nostra maratona. Continui cambiamenti di programma in diretta: anziché andare a ritirare i pannelli degli amici Printout, ci fermiamo a prendere la macchina per il caffé con i suoi annessi. Ciò fatto, ritorniamo nella landa e ridepositiamo il tutto, facendo riaprire il deposito che chiudeva alle 17h00. In contatto diretto e continuo con la sede madre facciamo impazzire il centralino (già mezzo pazzo di suo) con ordini e contrordini, fra l'imperativo e il supplichevole. Ritorniamo a Firenze, pigliamo al volo il centralino e andiamo a controllare che il lavoro di Printout sia stato ben fatto. Sì, è stato ben fatto. Ma non ce lo pigliamo subito, lo si farà mercoledì mattina, e scudiero e centralino sono indirizzati in quel di Scandicci a ritirare le piante per il palco (ci costano un ventesimo di quanto pagheremmo a Parigi). Verso le nove di sera ci ricongiungiamo, ultimo passaggio dall'amica Benedetta, che ci presta delle preziose tovaglie di lino e pizza per tutte/i. Digerita la pizza si lavoricchia fino alle 4/5 di mattina e poi a letto. Domani è un altro giorno. L'altro giorno si presenta bene, con un bel sole e qualche ora di riposo in corpo. Il tempo di assicurarsi che i 3 chili di quaresimali (dolcetti a forma di lettere) siano pronti e ci indirizziamo al treno che ci porterà a Roma. Arrivo in perfetto orario. Meno perfetto il distributore di caffé che, per due volte, espelle un espresso amaro, quando a noi piace parecchio zuccherato. Non fa niente: il caffé ce lo prendiamo dopo. Al binario troviamo la Rossa e la Lunga (sono una parte indigena della Tribù) con cui, via aereo, raggiungeremo Parigi. Hanno già mangiato, ma sia acconciano a farci compagnia per un saporito sandwich. La Rossa (come dubitarlo?) alla fine si concede un bis e consuma qualcosa pure lei. Il tempo di dare un'intervista a una TV e prendiamo il trenino per Fiumicino. Trenino una minchia, visto che ci costa quasi più dell'aereo. All'aereoporto, considerato l'anticipo, si comincia a spiegare il piano operativo alle due. Ci imbarchiamo e arriviamo  a CDG. Da qui altro trenino (RER: cara e assatanata anch'essa) e sbarco a Chatelet. Per uscire dalla Metro (odiamo Chatelet!) ci mettiamo quasi quanto abbiamo impiegato da Roma a Parigi. Incontriamo Marie (il nostro San Pietro locale), titolare di tre mazzi di chiavi. Servono ad aprire i tre appartamentini messici a disposizione da Loc'Appart in cambio della pubblicità sul catalogo e dello stand nella "Festa". A Parigi fa un freddo cane, ancora per terra cumuli i neve, ma non piove. E noi ce ne accontentiamo. La Lunga e la Rossa sono allocate in rue des Ecouffes (pieno Marais juif); noi ci sistemiamo, dopo lungo giro peripatetico, in rue Dupuis. Trattasi di collocazione spaziosa e lussuosa: roba da signori!. Ci ritroviamo per una crepe, ma s'è fatto tardi e ripieghiamo su bavettes e etrecotes in brasserie. Verso mezzanotte, finalmente letto! Mercoledì ci alziamo con relativo comodo e mettiamo a posto un po' di cosine. Andiamo poi, in compagnia della prosperosa Amandine, a rompere gli zebedei a varie imprese: locatori di furgoni, tenutari di spazi per stoccaggi, noleggiatori di vario tipo. Non compreremo nulla da nessuno, ma lasceremo un buon ricordo di noi. Nel pomeriggio riunione con la Tribù, presente quasi al completo. A seguire soprallugo con G.L. (il direttore dei lavori) per individuare acconcia sistemazione del camion (lungo quasi 15 metri) che dovrà parcheggiare nelle stradine strette del Marais. La troviamo, ed è una soluzione davvero comoda ed efficace. A fine giornata ultimo appuntamento con l'Angela, braccia destra per il rapporto con i partner. Tutto OK. Troppo OK! Giovedì mattina ci troviamo senza una mazza da fare e cominciamo a insospettirci. Possibile fili tutto così liscio? C'è pure il sole! Ma la pugnalata è in agguato. Sull'ora di pranzo squilla il telefono. Trattasi di G.L che, in modo rassicurante, ci informa che il camion è stato blocatto dai doganieri francesi a circa 70 km da Parigi. Inizia un frenetico ping pong fra celullari, soprattutto con il camionista che, toscano, non parla francese e, in effetti, nemmanco tanto italiano. Il camionista ci riporta le impressioni e i diktat di una capa-doganiera molto ostica, che si rifiuta di parlare con noi. La pugnalata è arrivata. Arriva anche il furgoncino con le piante e le dolcezze del Bonci. Lo svuotiamo al volo e ci dirigiamo con lo stesso, guidato da G.L., a parlamentare con i doganieri. Dopo un'oretta e duecento telefonate, arriviamo sul luogo del delitto, in direzione ovviamente opposta a quella da cui stiamo arrivando. Giunti sul luogo, avviamo una complicata e charmante negoziazione con graziosa e affabile capa-doganiera dalla pelle color cioccolato al latte. Ci viene imputato di trasportare, senza adeguata documentazione, vini e cibarie (sono le cose ritirate a Reggio Emilia) e, maxime, di averci messo insieme libri e depliants, dando l'impressione italica di voler fregare. I doganieri non hanno torto e noi giustifichiamo la "negligenza" nostrana col fatto che non essendo i prodotti in vendita, ma offerti alla cittadinanza tutta di Parigi, forse si potrebbe, senza chiedere un trattamento di riguardo, non tanto "chiudere un occhio", quanto chiudere la partita in maniera indolore, non tanto per noi, quanto per i parigini vogliosi e ansiosi, di gustare fraternamente le prelibatezze dello stivale. L'argomentazione risulta convincente, l'attegiamento delle doganiere gentile e comprensivo e noi, pagata una multa, possiamo fieramente rientare a Parigi. I prodotti italiani, e con loro l'orgoglio nazionale, sono salvi! Strada facendo becchiamo un'altra multa (ma di soli 22 euro) per una piccola infrazione. Il gendarme è anche esso molto gentile (come la doganiera) e dovizioso di spiegazioni sui giusti motivi per i quali ci viene comminata l'ammenda. Noi ascoltiamo con attenzione, ma sinceramente cominciamo a romperci le palle di tutta questa "cura del cittadino" e quasi rimpiangiamo i modi più bruschi delle nostre varie polizie. Alla fine rientriamo a Parigi, ci appostiamo con il camion al parcheggio individuato, e cominciamo a montare. Abbiamo accumulato quasi 5 ore di ritardo sulla nostra tabella di marcia. E un po' la pagheremo. La Tribù rusca di brutto e tentiamo di recuperare il tempo perso. Però è dura e, quando alle 6 di mattina andiamo a letto, siamo ancora in forte ritardo. Alle 8 siamo di nuovo ai Blancs Manteaux, mettiamo a posto i partner e, non si sa come, poco dopo le 10h00 apriamo. Non tutto è a puntino come speravamo. Ma se po' fa'. Alle 12h00 inaugurazione ufficiale con la Maire del IV e alle 12h30 buffet, immediatamente invaso da lettori e cavallette. Verso le 14h00 hanno spazzolato tutto. Possiamo partire con la programmazione. Alle 15h00 incontro con il Direttore degli Uffizi, organizzato da Provincia di Firenze e dall'APT, sul tema del restauro della "Madonna del Cardellino di Raffaello. Folto pubblico. Alle 16h30 presentazione-inaugurazione della mostra fotografica sulla "Grande Guerra", ospitata dalla Regione Veneto. Sempre folto pubblico, che si sciroppa, attento e consapevole, un intervento veneto consistente nella lettura di testo scritto in francese pari a 11 fogli A4. Non un brusio percorre la sala incontri. Mitici e irreprensibili spettatori francesi! Alle 18h00 più verve con l'intervento della scrittrice napoletana Valeria Parrella, accompagnata dalla egualmente vervosa sua traduttrice francese, Dominique Vittoz. Alle 19h45 il clou della giornata: il concerto dello Stradivari (un Vesusvius 1727), offerto dal Circuito delle Città d'Arte del Po. Il concerto è eseguito dal Maestro De Lorenzi. Ma di lui quasi nessuno si cura, non dal punto di vista della maestria professionale, certo, quanto piuttosto della consistenza di valore. Sono tutti piuttosto preoccupati del valore dello Stradivari e della non chalance della guardia sorvegliante addetta che, in teoria, sarebbe dovuto restare in stretta compagnia del violino, per una decina di ore, recluso in una stanza dei Blancs Manteaux. Il bel tipo invece, di tanto in tanto, se ne esce, sempre col violino sottobraccio, ora per prendersi un caffé, ora per comprarsi le sigarette, ora, più semplicemente, per sgranchirsi le gambe, gettando nello sconforto e nell'inferno dell'ansia i responsabili dell'area Po. Ma nessuno lo aggredisce e alla fine il Vesuvius 1727 è sul palco, davanti a un folto pubblico, fra cui si segnala la presenza dell'assessore alla Cultura della Ville de Paris, Monsieur Girard. Si chiude con un bis della "Vie en rose", fra gli applausi frenetici di un frenetico auditorio. Ma frenetico de che? Frenetico anche di fiondarsi ai piani superiori, in modo da partecipare, in prima fila e in prima persona, al sontuoso buffet preparato dalle Città del Po. Una rapsodia di vini scelti, culatello, parmigiano, coppa piacentina, prosciutto di Parma, grana lodigiano, torroni cremonesi e chi più ne ha più ne metta. Noi osserviamo dietro le quinte, portando con discrezione alla bocca qualche fettina di salame, e ci diciamo, con orgoglio, "ecco rappresentato appieno il potere salvifico dei libri". Verso le 23h00 i salvatori del mondo si tolgono allegramente dalle scatole e noi, finalmente, ce ne andiamo a dormire! Prima di andare a letto, conteggiamo gli incassi. Non penserete mica a spirito venale! Trattasi solo di empirico mezzo di controllo delle presenze di visitatori. Stiamo meglio dell'anno prima. Rassicurati, ci andiamo a abbracciare con Morfeo. Finalmente ben riposati, sabato mattina, poco prima delle 10h00, siamo ai Blancs Manteaux. Ci apre il simpatico sorvegliante della ditta di sicurezza con sorriso smagliante e occhialini stambri, oscillanti fra Elton John e gayetto de noartri. Fa pendant con l'altro sorvegliante, somigliante al cugino più grazioso di Alvaro Vitali. Ci attende una giornata più calma, con soli scrittori e attori, con i quali abbiamo più dimestichezza. Ci sarebbe in effetti da presentare alle 12h30 gli eventi dell'area PO, facendo i Pippi Baudi della situazione. Tranqullizziamo i nostri committenti (stanno in mano all'arte), dopo aver preso visione del materiale cartaceo e multimediale di bisogna, e andiamo a prendere un caffé. Giusto per respirare un po' di aria pura e fumare una sigaretta usciamo dall'Espace. Cazzarola! Nevica di brutto e i tetti di Parigi sono tutti imbiancati. Ma se i francesi hanno affrontato la Beresina sapranno affrontare anche qualche fiocco di neve e infatti, a frotte, senza manifestare particolare disagio, affluiscono alla "Festa". Lo spazio si riempie poco per volta e nel primo pomeriggio, alle 15h00, la sala è piena per gustarsi la performance gestuale dell'attore Cesare Capitani. Risate sonanti e anche più discrete svolazzano per i Blancs Manteaux e ci dimentichiamo della neve. Alle 16h30, mentre un pubblico sempre più nutrito girovaga e spende fra i banchi dei libri, sale sul palco quello che sarà la star della "Festa": Gianrico Carofiglio. Il Carofiglio seduce il pubblico con il linguaggio del cuore, mediato da un francese abbastanza puntuale e molto "caratterizzato". Ha chiesto, il Carofiglio, l'accompagnamento della nostra più che valida interprete. Che poi interverrà, di quando in quando, giusto per confermare allo scrittore che certe parole in francesi sono esattamente le stesse che usiamo in italiano. Noi paghiamo l'interprete ugualmente per la globalità della prestazione, ma siamo contenti, visto il successo riscosso dall'Autore. Che poi si consuma la mano a fare dediche, dediche, dediche, dediche... Il bel divano metallico rosso prestatoci gentilmente dalla OMCF, con le annesse poltrone sempre metalliche e sempre rosse, dopo dieci minuti di respiro viene occupato da un trio. Né Lescano, né Medusa, piuttosto tre scrittori inclini al "polar": Massimo Carlotto, Valerio Evangelisti, Serge Quadruppani. Discutono di "new epic italiana" o, meglio, di come certa letteratura dell'oggi stia finendo per sostuire il vecchio giornalismo di inchiesta. Pubblico partecipe e interessato. Dopo il trio un duo: Camilleri e Lucarelli. Non sono proprio presenti fisicamente. Trattasi di un film-documentario mai visto in Francia e sembra quasi che i due scrittori siano con noi. Finisce anche il sabato, la cassa ci dice che stiamo avendo più visite, nonostante la neve, che nel 2008 e noi andiamo finalmente a mangiare l'agognata crepe (anzi gallette). Domenica siamo all'opera con un'ora di anticipo perché dobbiamo attrezzare una saletta per fare la diretta radiofonica de "L'Italie en direct", storica trasmissione degli amici di Radio Aligre. Ci sembra di essere tornati ai simpatici tempi di Controradio, anche se quasta volta il tutto dura quasi due ore e c'è una sfilza di ospiti che non finisce più. Tutto fila liscia, gli ospiti sono disciplinati e i conduttori si adattano a ritmi un po' più serrati che il loro solito. Intanto si fa su e giù fra sala registrazione e spazio "Festa", dove avviamo un bell'incontro su "viaggio e letteratura" con protagoniste Marta Morazzoni e Marguerite Pozzoli. Chiusa la trasmissione andiamo a dirigere una serissima sfida fra Parmigiano e Granone Lodigiano, che si conclude, come natura vuole, in forsennata degustazione dei residui cibi di provenienza padana. Avevamo invitato anche le doganiere e i doganieri, ma avevano altri impegni o non volevano passare per corrotte/i. Comunque, lettrici e lettori se magnano tutto. Intanto arriva in "Festa" una folla sempre più impressionante, approfittando di un bel solicello che ha preso il posto della neve. Nel pomeriggio dopo un po' di paprika politica con una conferenza sul "ritratto politico dei leader italiani e francesi" molto centrata sul Berlusca e Sarko (bellini davvero tutti e due! soprattutto in video) irrompe sulla scena Benni con tutta la sua vivacità. Prima si fa una pennichella sul divano che abbiamo allocato sul palco, poi fa un secondo round in una delle salette usando come materasso i tappetini della palestra e poi, decisamente rinfrancato, parte con il suo intervento, accompagnato dalla gentile Marguerite Pozzoli. Il pubblico è entusiasta e non finisce di fare domande. Qual'è l'argomento clou delle questioni? Beh, indovinate un po'. Mentre Benni passa alle firme, esaurito tutto il tempo a disposizione, si inerpica sul palco una compagnia di scena per rappresentare il "teatro di parola". Compongono la compagnia esperti italiani (come Mario Perrotta) e francesi (come Hervé Guerrisi e Olivier Favier), con contorno di traduttrici e fini dicitrici. A seguire proiezioni in argomento (Celestini, lo stesso Perrotta..). Stanno per scoccare le 22h00. Le 22h00 scoccano. La musica è finita, gli amici se ne fanno (in molti complimentandosi per la buona riuscita del tutto, mentre noi arrossiamo un pochettino). La serata che si prospetta non è stupida, ma piuttosto faticosa e fra smontaggio, verifica dei libri, inscatolamenti e pulizie facciamo le 6 e qualcosa. Arriva pure uno dei responsabili dell'Espace, con il quale, morti de sonno, verifichiamo che è tutto a posto, firmiamo quattro carte, ci scambaimo i saluti e ci beviamo un caffé. Ecco ora è proprio finita e andiamo a metterci sotto le coperte, pensando alle ostriche che ci aspettanno a Nizza, sulla via del ritorno ai patrii suoli. Cara Festa: ci vediamo l'anno prossimo.

SETTIMANA DAL 26 AL 31 GENNAIO :  Foto. Sì, le foto dei vari Benni, Carlotto, Carofiglio e via elencando che saranno nostri ospiti. Ecco con cosa possiamo sostituire il video e i vari plasma. Sono pure foto tutte belle e ben descrittive del programma della "Festa" che sta riscuotendo molti consensi. Rapido consulto con Danilo e Francesco di Printout e realizzazione in due giorni di tutto quanto ci serve. Oltre che in Francia si comincia a parlare della "Festa" anche in Italia. Due articolini, piccoli, ma ben posizionati, sul Corriere della Sera e su Panorama. E poi radio, tv e stampa locale. I libri sono tutti pronti e troviamo il tempo pure per preparali per bene, sperando così di dormire qualche ora fra la notte del montaggio (5 febbraio) e la mattina dell'inaugurazione (6 febbraio). Prevediamo anche un buffet per l'apertura di venerdì; sarà di ispirazione fiorentin-napoletana e improntata a saporita sobrietà. Il menù comprende:taralli nzogne e pepe, pecorino toscano e provolone Auricchio, salame toscano e napoletano, capocollo mugellano, mandarini, quaresimali, vino rosso (Chianti) e bianco (Falanghina),Vin Santo, succo d'arancia e acqua. Compriamo tutto sabato 31. Cazzo! Domani è domenica e non abbiamo quasi niente da fare...

SETTIMANA DAL 19 AL 25 GENNAIO :  Ora ci manca quasi solo la grafica (oltre che i soldi: ma questo oramai lo sapete). Che fare? Rivolgiamoci ai vecchi amici di AIDA: in quattro e quattrotto pianifichiamo tutto e partiamo più veloci di razzi con la mitica grafica Lucia, il mouse più veloce dell'emisfero settentrionale. In due giorni (vero!) facciamo due depliants, il catalogo, e tre banner. Santa Lucia! Ci viene anche il ghiribizzo di provare a produrre una specie di video. Forse gasati dalla supersonica celerità di Lucia. Ma non tutti sono Lucie. Con la nostra naturale intuitività, propria dei vecchi pokeristi, lasciamo la partita. Ma ora con cosa rimpiazziamo il video? Quello sarebbe andato su una schiera di plasma e ci risolveva un bel problema di comunicazione e di arredo al tempo stesso. Ora ci pensiamo su. Intanto il sito, concepito e realizzato dal valente Giacomo, è finito e viene pure apprezzato. Primi echi di stampa in Francia con un bell'articolo su Livres Hebdo, periodico di culto per il mondo del libro. Intanto OMCF ha finito la fase progettuale e ci regala davvero un arredo coi fiocchi. Si va spediti in produzione.

SETTIMANA DAL 12 AL 18 GENNAIO :  Entriamo nei giorni decisivi. Abbiamo tutto pronto con tutto sospeso. Bisogna giocare veloci. Convinciamo, con reciproco dolore, l'Assessorato alla Cultura di Napoli che non è cosa. Per quanto abituati a lavorare nella precarietà non si può, in dieci giorni, fare quello che con altre realtà ha necessitato mesi di preparazione. Saremo anche motivatissimi, ma meglio evitare brutte figure e aggiornarci al 2010. Ci lasciamo con le lacrime agli occhi e con reciproca stima. L'arredo è una spina nel fianco. Tutto quello che troviamo è brutto, impersonale e pure caro a noleggiarsi. E poi abbiamo pure i problema di trasportare tutta la roba! Come diavolo si fa? Troviamo una pista: il metallo. Ce lo propone la ditta OMCF dove il grande capo, Fabio Bini, si innammora della nostra "Festa" e ci regala tutta la sua competenza e tutta la sua cretività. Si farà pagare il tutto un po' di migliaia di euri, ma ci crede e noi quei soldi li tireremo fuori volentieri. Progettiamo insieme totem, sedie, divani, tavolini fatti in metallo traforato. Ogni elemento ha lettere in libertà e forse verrà fuori una bella cosa. Scuotiamo dal torpore la Provincia di Firenze e proponiamo che venga su a Parigi a far garrire lo stendardo del restauro della "Madonna del Cardellino" di Raffaello. L'idea è ritenuta geniale (vuoi perché lo è, vuoi perché non ce ne sono altre) e ci si attiva. O meglio, si attiva l'attiva Lara che aspettava solo il la. In pratica il programma è fatto.

SETTIMANA DALL'1 ALL'11 GENNAIO :  E pure questa settimana la facciamo durare un po' di più, sempre causa festività. Poi dicono che i napoletani hanno poca voglia di lavorare. In questi giorni forse sul pezzo ci stiamo solo noi e una sensibile e funzionaria del Comune di Napoli con la quale ci scervelliamo a vedere come la città del sole possa partecipare alla "Festa" di Parigi. Gli ostacoli sono non pochi: soldi, tempi stretti, contenuti da inventarsi, arredo dello stand... Ma siamo tutte/i animate/i da grande passione e andiamo avanti, telefonandoci ogni giorno, mattina pomeriggio e sera.

SETTIMANA DAL 22 AL 31 DICEMBRE :  Questa settimana la facciamo durare dieci giori, visto che ci sono quasi solo feste per lo mezzo. Eppure non è una settimana inutile. Si affaccia con discrezione sulla scena il Comune di Napoli che, nonostante crisi di giunta e altri problemi, verrebbe volentieri a Parigi per promuovere il "Forum Internazionale delle Culture" assegnatole per il 2013. Potete immaginare come la cosa ci entusiasmi, anche se i tempi possono sembrare davvero stretti. Ma abbiamo, in un certo senso, un anno davanti.

SETTIMANA DAL 15 AL 21 DICEMBRE :  L'Italia è preda del maltempo, si temono disastri e esodazioni. In situazioni del genere voi dove andreste? Noi a Venezia. Si dovesse morire annegati, almeno lo facciamo in luogo illustre. Arrivando in treno il contsto fa un po' paura, ma noi ostentiamo sicurezza. Non crediamo ci credano, ma fa lo stesso. Siamo a discutere del mega stand veneto, visto che la delibera di partecipazione è cosa ufficiale. Alla fine ci capiamo e individuiamo nella Grande Guerra il progetto da portare avanti. Ci sarà un abella mostra fotografica e una lectio magistralis sull'argomento. Del resto nel 2009 ricorrono i 90 anni del Trattato di Versailles e poi all'argomento i francesi sono molto sensibili. Forse un'altra è fatta, ma la prossima settimana sarà tosta...

SETTIMANA DALL'8 AL 14 DICEMBRE :  Dalla Bassa (sarebbero le 12 città del Po) arrivano voci di cose fatte in grande. Forse avremo un ospite da 5 milioni di euro. Altro che Carla Bruni! Trattasi di un violino Stradivari autentico che suonerà per venti minuti venerdì 6 febbraio alla "Festa". Oddio c'è il problema di farlo arrivare, scortarlo, custodirlo ecc.. ecc. Ma in qualche modo si farà e noi ci adagiamo sulla tempra e l'efficacia padana. Cavolo, dovremo mica fare sempre tutto noi?

SETTIMANA DALL'1 AL 7 DICEMBRE :  Mezza settimana ce la finiamo a Parigi, un giorno di passaggio a Firenze e poi Roma. Reduci dal brutto clima della ville lumière ci aspettiamo tempo meglio dal nostro solare Sud. Manco usciamo da Termini che icocciamo un aspecie di uragano. Fortunatamente l'albergo e vicino e lo raggiungiamo ratti ratti. Piccola pausa, in attesa che il tempo si rimetta (e si rimette) e ci indirizziamo alla sede della Fiera, l'Eur. Solita ricerca inutile di navetta fantasma pubblicizzata da tre anni e scelta di due, più salutari, passi a piedi. Frugale colazione e ingresso in loco. Subito alla caccia di editori. Ne incontriamo in tre giorni un bel po'. Le previsioni paiono buone. Fortuna vuole che incontriamo pure il fatidico Gianrico Carofiglio, che, molto volentieri e molto gentilmente, accetta il nostro invito a entrare in squadra a Parigi. Ottimo!

SETTIMANA DAL 24 AL 30 NOVEMBRE :  Decidiamo all'ultimo minuto di fare un salto a Parigi, per cominciare a mettere a posto un po' di cose. Cominciamo a prendere qualche appuntamento. Discesi, con un ritardo di 2 ore e mezza, alla stazione di Bercy ci rendiamo conto di averne messi in fila 38. Li dobbiamo esaudire tutti entro mercoledì 3, perché dobbiamo rientrare per essere il 5 a Roma alla Fiera "Piìù libri, più liberi". Fa pure un diavolo di freddo e spesso piove. Ma ci adattiamo. Cosi si adattano pure i nostri "appuntamentati". Sono un'antologia di personaggi da fare un romanzo di Balzac: assicuratori, editori, sindache, scrittori, impiegate comunali, tecnici della sicurezza, tipografi, interpreti, ospiti (nel senso che ci prestano casa loro), professori, uffici stampa, volontari/e, candidate/i, scocciatori, librai, organizzatori di incontri, arredatori, fiorai... Quasi nessuno/a si rileva malvagio/a e troviamo pure il tempo di scoprire un eccellente luogo di degustazione di formaggi e un ristorante dove fanno un menù completo di dolce con 20,00 euro. Entrambi vicino Odeon. Se richiesti, possiamo dare più ragguagli.

SETTIMANA DAL 17 AL 23 NOVEMBRE :  Deve essere periodo di colpi di scena. Assolutamente imprevista arriva la voce delle viscere. Trattasi del Comune di Napoli che, attraverso l'Assessorato alla Cultura e allo scopo di presentare il Forum Internazionale delle Culture che si terrà nel 2013 nella città del sole avanza la proposta di essere anch'esso nostro partner. Tremiamo, di contettezza e di timore. Sarà vero? Ma, soprattutto, sarà facile? Con Napoli poco è facile e quel poco non sarà certo per noi. Ma non possiamo, né vogliamo, farci troppe domande. Prendiamo la cosa come un personale impegno civico e sapremo che daremo quanto possiamo. Avremo qualcosa in cambio? Chi lo sa, ma non importa. Ci fermiamo un attimo a riflettere. Se tutto filaliscia avremmo messo insieme una Regione, una Provincia, dodici città, una capitale (ssissignori, ex capitale, ma non facciamo troppo i sofistici!). Possiamo ritenerci moderatamente soddisfatti. E guardare con non chalance quei soggetti che ancora devono risponderci. Volete venire, ci fa piacere. Non volete venire, ci fa piacere lo stesso. Urge bagno di modestia.

SETTIMANA DAL 10 AL 16 NOVEMBRE :  Tombola! Dal Veneto conferme positive: la Regione Veneto ha deciso di appoggiare la partecipazione dell'Associazione degli Editori Veneti e di essere presente anch'essa. La latrice della buona novella è la vicepresidente dell'Associazione, incaricata dalla Regione a tenere i rapporti con noi (forse ancora non si fidano della nostra stramberia). Proprio precisamente come si  fa e cosa si fa non è dato sapere. Tutto viene rinviato alla pubblicazione di una irrinunciabile delibera che comunque comparirà a breve. Siamo disposti a fidarci? Eh sì, se la Regione Veneto si fida di noi, noi possiamo mica fare i sussiegosi. Comunque speriamo in bene!

SETTIMANA DAL 3 AL 9 NOVEMBRE :  Ora dobbiamo fermarci nel cercare soldi (non perché non ci servano) e preoccuparci degli ospiti. C'è un sacco di pour parler da stringere e situazioni da concretizzare. Ma abbiamo ben seminato e la strada sembra subito in discesa. Quando si tratta di spendere siamo imbattibili! Con l'aiuto delle case francesi amiche e con la nostra agenda ci assicuriamo in squadra: Stefano Benni, Massimo Carlotto, Valerio Evangelisti, Marta Morazzoni, Valeria Parrella, Mario Perrotta. Fosse il FantaScrittori avremmo già impegnato un cifra. Si ventila anche la possibilità di mettere in campo Gianrico Carofiglio che, cit-lettore della prima ora, non dovrebbe tirarsi indietro. Dal punto di vista della programmazione molto è fatto. Come si pagherà tutto ciò è al momento cosa di qui non vogliamo nemmeno sentire parlare...

SETTIMANA DAL 27 OTTOBRE AL 2 NOVEMBRE:  Potremmo accontentarci della new entry fiorentina? Fosse per noi pure sì, ma le responsabilità di cassa ce lo impediscono. E ci affidiamo al fato. Se la Provincia di Firenze, già investigata nel 2007, ci ha risposto positivamente quale altro soggetto potrebbe rientrare nella categoria positiva dei "vecchi contatti buoni"? Rapida lettura del nostro archivio e, senza interpellare statistici e sondaggisti, viene immediata la risposta: la Regione Veneto. E allora torniamo alla carica. Ripeschiamo i vecchi contatti di susegagna memoria e ci riproponiamo. Siamo fortunati. Stiamo pensando al Veneto proprio mentre il Veneto pensa a noi. Possiamo dare qualche giorno di tempo? E come no! Ci mancherebbe! Facciamo passare santi e morti (abbiamo scarso feeling con entrambi) e ci risentiamo. Va bene? Ma certo! A presto! Vi aspettiamo!

SETTIMANA DAL 20 AL 26 OTTOBRE :  Mentre pensiamo che, stracarichi di lavoro come siamo per DeGustiBooks al Festival della Creatività, nulla potremo fare per la Festa arriva una mezza sorpresa. La Provincia di Firenze, corteggiata da tempo, sin dalla prima edizione, ci comunica il via libera per la sua partecipazione. E chi se lo sarebbe mai creso (forma arcaica per dire creduto)! In effetti fin dal 2007 il giovane presidente della Provincia fiorentina si era dimostrato sempre ben disponibile e con molto savoir faire. Incalliti da passate esperienze, avevamo pensato si trattasse solo di inconsueta buona educazione. Invece c'è ciccia! Cominciamo a definire i primi passi già a DeGustibooks con un occhio alla libreria e un'altro allo stand della Provincia, sovrainteso dalla nostra più che simpatica ed efficae interlocutrice. Ella è Lara, e il suo tema sarà d'ora in avanti definire modi e contenuti della presenza della Provincia di Firenze piuttosto che quello del Dottor Zivago, per il quale sarebbe pure adeguata ma che non ci azzeccherebbe molto. Via, un'altra è fatta!

SETTIMANA DAL 13 AL 19 OTTOBRE:  Una bella fluviale notizia, finalmente. Sempre che il Po sia pronto a inondare la nostra "Festa". Le nostre disavventure ferroviarie di maggio (ricordate il lungo viaggio Firenze-Modena, fermandosi sbadatamente a Milano?) hanno sortito effetto e il "reseau" delle città d'arte padane (ben 12 si parte da Asti e si finisce a Verina, passando per Bologna, Parma, Mantova ecc. ecc.) hanno deciso di essere con noi. Apresi ora lunga e dura trattativa sul quanto e sul come, ma almeno abbiamo messo a posto un tassello e la cosa ci conforta. Pullululano intanto offerte di allestimenti e dei tipi più svariati. Sobri, normali, creativi poveri, creativi costosi, costosi e basta. Come pure aumentano gli ospiti in programma. Non che crescano proprio gli ospiti veri e propri, aumentano i seguiti. Chi la moglie, chi i figli, chi la famiglia. Del resto "senza famiglia", cher Italia saremmo?

SETTIMANA DAL 6 AL 12 OTTOBRE:  La tappa di Rovigo ci impedisce di insistere con i nostri sponsor, ma ci permette di arricchire il nostro carnet di indirizzi per il "Programma", che è la cosa che ci riesce meglio. Si aggregano potenziamente alla carovana un medico-scrittore lacustre e un alto (in tutti sensi) magistrato. Per non perdere l'abitudine, a Rovigo, ci incrociamo pure con una nuova ditta allestitrice.  

SETTIMANA DAL 29 SETTEMBRE AL 5 OTTOBRE:  Benché come trottole stiamo già girando per Rovigo e siamo coscienti che prima di fine ottobre (dopo Rovigo ci attende il goloso e lietoso DeGustiBooks) non riusciremo a dedicarci anima e corpo alla "Festa" vediamo aprirsi due piste. Una è in loco, dove un gentile portavoce ci stimola a un passo che avevamo trascurato. L'altra si apre da Susegana, dove eravamo stati per "Libri in Cantina. Una gentile editrice veneta, scambiata in una comica telefonata per una funzionaria della stessa regione, sembra essere riuscita in quello che noi non siamo stati capaci di fare in due anni. Smuovere la Regione Veneto. Come razzi spediamo tutto quello che sia possibile e anche di più, quindi aspettiamo fiduciosi.

SETTIMANA DAL 22 AL 28 SETTEMBRE: Mentre ci prepariamo alla trasferta in quel di Foligno arrivano segnali positivi dalle terre sarde, dove il nostro amico editore sta tessendo una tela fatta di molte lane. Installatici nel folignate ci rendiamo conto di essere entrati in terra di tartufi. Allora ci mettiamo a fiutare in cerca della buona occasione. Siamo invasi da profumi di primi in tutte le salse (d'altronde la manifestazione si chiama i "Primi d'Italia" e si mangiano solo buonissimi primi). Incontraimo una simpaticissima signora piemontese che ci fa da agente e ci mette in contato con due Regioni presenti in loco. Poi si propone di raccogliere un po' di "eccellenze" italiane (le cose buone ormai si chiamano così) da portare a Parigi. Il nostro "Buongusto italiane" potrebbe accendersi di cuochi stellati. Non rifiutiamo e ci aggiorniamo a dopo il 15 ottobre, quando rientreremo da Rovigo. Prosit.

SETTIMANA DAL 15 AL 21 SETTEMBRE:  Nel viaggio di ritorno da Susegana a Firenze, dopo attente riflessioni e animate discussioni, scegliamo quale sarà il tema dominante della prossima edizione: identità e differenze. Non nuovissimo, ma manco da buttar via. D’altra parte scorrendo la lista degli ospiti al momento “reclutati” abbiamo due sardi, quattro napoletane/i, una provenzale, un lucano, un calabro, due/tre lombarde, due pugliesi, un veneto, un parigino-romano, un ??? (come cazzo si chiamano gli abitanti di Saint-Etienne?), un lunigiano-genovese, un’emiliana, una savoiarda, una valdostana, un belga, un piemontese, più una massa di parigine/i di dubbia provenienza (nel senso che non sono tutte/i nate/i a Parigi). Il tema poi ci fa anche comodo da un punto di vista, come dire, “utilitaristico”. Se l’arredo degli spazi (altra croce: quelli che si erano proposti prima dell’estate ci hanno chiesto 3.000 euro solo per mettersi a pensare. E noi che pensiamo tutto il giorno, quanto, e soprattutto a chi, dovremmo chiedere?) viene su uniforme sarà perché rispettoso dell’idea di identità. Se viene un po’ più “mosso” lo sarà certamente per rispondere al concetto di differenza. Se venisse fuori un po’ e un po’ lo sarà per creare una rappresentazione plastica delle due anime del programma. Intanto la LG si è già insinuata nel territorio marchigiano. Auguri.



 SETTIMANA DALL'8 AL 14 SETTEMBRE:  Lunedì è l’8 settembre. E “8 settembre” si chiamerà il piano d’attacco messo all’opera con LG, sperando che non porti sfiga (il nome del piano, non LG, ovviamente). Individuiamo una lista di qualche centinaia di soggetti che LG interpella telefonicamente a raffica. Individuato il bersaglio, se di dimensioni “giuste”, lo colpiamo subito con un mail e tre allegati. Se l’obbiettivo è più importante, facciamo prima una ritirata strategica, e poi lo aggrediamo con una lettera, un depliant, una piantina, un dvd, un catalogo, una lista di referenze. Neanche la Grande Armée potrebbe resistere. Mentre LG sta in trincea, noi ce ne andiamo a spasso (a lavorare, poveri bischeri!) in Veneto, nei luoghi della Grande Guerra. Ormai abbiamo preso questo piglio militaresco e dovete scusarci. A Susegana (TV) si apre, in un clima da tregenda, finalmente uno spiraglio per,una presenza veneta alla nostra “Festa”. Perché ci teniamo tanto a una rappresentazione del Veneto a Parigi? Fatti nostri, scusate tanto. Grazie all’intermediazione di una gentile editrice di queste parti si proverà a portare su con noi una Provincia aperta e tollerante come poche. A Susegana abbiamo anche il piacere di rivedere la mitica Anita (niente a che fare con Garibaldi) e con Lei si delinea una nuova e più forte partecipazione degli amici editori di FIDARE all’Espace des Blancs Manteaux. Intanto ci arrivano conferme da più di una/o delle scrittrici/ori invitati. Il programma si delinea come pregiato. Urge scegliere il tema dell’anno prossimo, dopo quello del lavoro scelto quest’anno e ben apprezzato dal pubblico.

SETTIMANA DAL 1 AL 7 SETTEMBRE:  Siamo tornati dalle vacanze franciose e ci buttiamo a corpo morto sul nostro progetto. Ci rendiamo lucidamente conto che da soli non ce la facciamo. Urge sangue fresco. Lo troviamo in LG che si presta a lavorare con noi, “in loco”, per fare molto di quanto serve (per ora, cercare soldi). Fulva di capelli, veloce alla tastiera, ancor più veloce all’eloquio, LG si catapulta in campo, incurante del fatto, benché consapevole, di essersi inserita in una squadra di folli. Forse un pizzico di follia appartiene anche a lei. Si prepara un piano d’attacco che ha come obbiettivo Regioni, Province, Comuni. La LG propone anche di metterci qualche Stato dentro, tipo la Repubblica di San Marino. Si aveva ragione a immaginare la LG anch’essa un po’ pazzerella. Cestiniamo l’idea, per non sembrare dei megalomani. Ci diamo appuntamento al lunedì per partire col piano. Intanto cataloghiamo.

SETTIMANA DAL 21 AL 27 LUGLIO:  Noi già stiamo "tienimi che ti tengo", esausti delle fatiche libridinose, un poco accaldati e parecchio stanchi. Perché ci vengono a mettere le pulci nelle orecchie? E poi quando già mezzo mondo è in vacanza! In parole povere è successo questo. Incontriamo un vecchio amico mezzo grullo, che non vedevamo da anni. Convenevoli e domanda di rito: "Cosa fai di bello?". Risposta "Lavoro per un allestitore". Avrete già capito come è andata a finire. Due giorni dopo siamo stati accompagnati, quasi "manu militari", agli uffici dei macchinosi e ingegnosi creativi. Che ci hanno fatto vedere tante belle cose: palle piene di acque e pesci, carrelli per la spesa trasformati in divani-riscio', stands fatti di cartone. Quando davvero la realtà supera la fantasia. Avevamo una certezza: la ditta che aveva allestito la "Festa" quest'anno. Abbiamo perso anche quella. Meglio che ce ne andiamo in ferie.

SETTIMANA DAL 14 AL 20  LUGLIO:  Se non si vedono quattrini all'orizzonte si va però infoltendo la lunga teoria di ospiti italiani che si dicono disposti a essere ospitati da noi. A tutti parliamo prima che del progetto, della nostra sobrietà e di quello spirito francescano che deve pervadere la nostra "Festa". La cosa non sembra destare scandalo. I nomi dei candidati futuri ospiti sono davvero, in più di un caso, di elevatissimo livello. Manterranno la loro candidatura fino a febbraio?  Sarà mica il caso di indire delle promarie?

SETTIMANA DAL 7 AL 13 LUGLIO:  I nostri buoni propositi di partire per tempo, organizzarci, avere già la tranquillità prima delle vacanze sono andati in fumo con l'amato "Librido". Mica colpa sua! Ma è inutile raccontarci bugie. Facciamo qualcosina: un'affacciata alla Provincia di Firenze, qualche pour parler a destra e a manca. Ma stringiamo poco o nulla. La sagace Marie si sta dando però da fare con gli editori d'oltralpe. Nessuna risposta eclatante ma manco nessuno ci manda a quel paese. Ed è già buona cosa "tenere le posizioni".

SETTIMANA DAL 29 GIUGNO AL 6 LUGLIO:  Nasce l'idea di una mostra fotografica, che preceda la "Festa" per lanciarla. Si aggiunge qualche nome egregio al nostro parterre di ospiti illustri. Con l'occasione di "Librido" ci amicalizziamo con un po' di signore degli uffici stampa dell'editoria italiana. Con qualcuna già facciamo progetti e nomi per Parigi. Ma siamo troppo impegnati con "Librido" per fare sul serio. Se non vogliamo ammazarci (e perché lo dovremmo fare), ci sa che è meglio rimettere mano a settembre.

SETTIMANA DAL 23 AL 29 GIUGNO:  In un caldo infernale si apre una settimana importante per i nostri destini. Martedì, 24 giugno, ci dirigiamo verso Parma. Andiamo a incontrare un consesso di assessori, funzionari/e, consulenti con cui approfondire il discorso avviato a Modena, ma questa volta senza figuracce TrenItalia, di una forte partecipazione delle città del Po alla "Festa". Il tutto mentre a Parma impazza il "Parma Poesia Festival", ben presentato a Parigi. Forse abbiamo portato buona. Il primo round della trattativa parte con qualche schermaglia da ambo le parti. Andiamo avanti, ci capiamo meglio e ci aggiorniamo a fine settembre per il secondo round. Ritorniamo a casa inseguiti da un calore allucinante.

SETTIMANA DAL 16 AL 22 GIUGNO:  Anche se tutte le nostre energie sono concentrate su "Librido" scopriamo, strada facendo, che l'eco della "Festa" è giunta, e in modo quasi sempre positivo, a molta più gente del mondo dell'editoria italiana di quanto pensassimo. Trovandoci a invitare gli editori italiani a partecipare a "InFortezza", ne troviamo più d'uno che ci dice: "Ma io voglio venire a Parigi!" E noi ingordi: "Venite a Parigi, ma venite pure a Firenze. E, perchè no?, pure a Susegana, a Parma, a Foligno, a Rovigo.. Insomma vi portiamo in giro dove volete. Staremo mica diventando una specie di tour operator? E tutta questa passione per Parigi da parte del mondo editoriale italico resisterà fino a febbraio? Speriamo

SETTIMANA DAL 9 AL 15 GIUGNO:  Finalmente abbiamo tutto! Claudio & CO, mossisi a compassione per i nostri lai, ci hanno finalmente consegnato la brochure indispensabile a muovere i nostri contatti. Non passa giorno che non si riceva una o più richieste di "arruolamento" nella squadra per Parigi (ma avranno tutte/i capito che non andiamo a EuroDisneyland?). Gli editori francesi, sollecitati con garbo da MLB, ci trasmettono segnali di assenso. La lista dei possibili ospiti comincia a essere più lunga di quanto possiamo permetterci (e in termini economici e in termini di giorni): molte teste cadranno certo da qui a sei mesi, ma noi intanto registriamo. Non siamo più noi a cercare allestitori, ma sono gli allestitori che cercano noi. Ne troviamo addirittura, per caso, alcuni alle conferenze stampa che, ormai, frequentiamo d'abitudine. Un paio di possibili sponsors confermano ulteriormente il loro interesse. Siamo anzi incalzati, quasi con accanimento, da macellai e salumieri. Insomma, tutto si presenta molto roseo. Meglio uscire con l'ombrello, che sicuramente sta per venire un acquazzone.

SETTIMANA DAL 2 ALL'8 GIUGNO:  Il nodo non si è ancora sciolto e noi aspettiamo un'altra settimana. Allora cambiamo destinazione e ci rivolgiamo alla Francia, visto che in Italia dobbiamo fare sempre la figura dei ritardari. La prode MLB si mette all'opera per intercettare consensi da parte degli editori francesi. Qui è davvero tutto (quasi) pronto e i primi segnali sembrano positivi. Sara si rivela ancora più efficace di quanto ci sia spettasse e in pochi giorni ci sforna disegni tridimensionali di tutto quello che si potrà vedere come "struttura architettonica" e interni alla "Festa". Ma lo faremo davvero questo tutto? Speriamo di tutto. Aspettiamo un'altra settimana il depliant e poi passiamo all'aggressione...

SETTIMANA DAL 26 MAGGIO ALL'1 GIUGNO:  Una volta tanto che ci eravamo mossi in anticipo! Mai affrettarsi e rassegnarsi a fare sempre le cose con il fiatone. Da marzo avevamo preparato un piccolo depliant per questuare un po' di risorse a enti e partners. E avevamo confidato tutto nelle mani del buon Claudio. Aspetta oggi, aspetta domani, vediamo come vanno le elezioni, attendiamo che si formi il governo siamo arrivati praticamente a fine giugno senza niente in mano e sarebbe pure l'ora di partire a darsi da fare un po' di più. Che dire? mettiamoci in coda fiduciosi e vediamo se la settimana prossima si scioglie il nodo.

SETTIMANA DAL 19 AL 25 MAGGIO:  Ricordate l'amica della cit-lettrice con problemi a un piede (roba di due settimane fa)? Sta ancora sul divano caludicante. Meschina: facciamole tanti auguri. Noi troviamo il tempo (un po' stretti da altre cose) di mandare segnali di sponsor intorno a noi e al Sud e di cominciare a ragionare del "Programma". Abbiamo un mezzo sì dallo sceneggiatore di "Gomorra" e un paio di idee che ci frullano in testa. Ma si vede che siamo un po' distratti. Però a "Terra Futura" prendiamo un buon contatto con una vecchia conoscenza per portare alla "Festa" un po' di sano turismo sociale. In che consiste? Non lo abbiamo ben capito. Ma se è cosa buona, si farà di certo.

SETTIMANA DAL 12 AL 18 MAGGIO:  Esausti dal viaggio Firenze-Modena-Milano-Modena-Milano-Torino-Firenze ci riposiamo un paio di giorni. Siamo intanto raggiunti a domicilio da una vecchia conoscenza della "Festa" (nome in codice MLB) che si sposta dalla rive gauche a Piazza della Libertà per dare aiuto alle nostre relazioni franco-italiane. Il colloquio preparatorio è molto positivo: bicchiere di prosecco (si può mai brindare con una francese a champagne a casa nostra? Sarebbe di pessimo gusto) e saluti a presto rivederci. Abbiamo un casino di cose da fare. Dalla squadra di volenterose messa in campo all'Artigianato emerge Sara, molto efficace e più o meno presto architetto. Ci disegna l'organizzazione degli spazi per la nuova edizione della "Festa", suggerendoci soluzioni coerenti, razionali e pure guadagnose. Sapremo mettere a frutto questo dono del destino?

SETTIMANA DAL 5 ALL'11 MAGGIO:  Ci prepariamo con mille ritardi, secondo la nostra natura, a invadere il Salone del Libro di Torino. Difficile che ci capiti un'occasione così "cospicua" per parlare con qualche centinaio di editori e sapere su chi di loro potremo fare affidamento per la prossima "Festa" a Parigi. All'ultimo minuto, ma proprio all'ultimo ultimo, abbiamo i depliants fatti dal valoroso Claudio e i DVD realizzati dalla impagabile Maddalena. Un giorno prima di partire rispunta la possibilità padano-fluviale che darebbe tanto lustro (e magari pure qualche soldo) alla nostra impresa. Ma sì, siamo sulla strada e ci fermeremo a Modena per poi proseguire verso la Mole Antonelliana. Tanto Firenze-Modena è comodo: manco un'ora e mezzo. Ma non abbiamo fatto i conti con noi stessi. Così a Bologna, anziché scendere per cambiare treno, scendiamo per fumare una sigaretta. Ciò fatto e dopo un po' siamo assillati da un dubbio: Ma Piacenza non sta più a nord di Modena? Mentre peschiamo nei nostri ricordi di geografia transitiamo per Lodi e allora non abbiamo più dubbi. Ne avessimo qualcuno, l'arrivo a Milano Centrale ce li toglie. Che figura! Fortunatamente gli emiliani sono brave persone e pure comprensivo. Il nostro appuntamento è spostato al pomeriggio e noi come pacchi ci spostiamo da nord a sud salutando Milano (tanto ci rivedremo poco dopo, quando ripasseremo per andare a Torino). Inciso: da Bologna a Milano nessun controllo, altrimenti ci saremmo accorti della "faute". Basta rimpianti: verso le 16h00 siamo nella patria del tortellino e il nostro colloquio è molto amichevole. Speriamo porti buoni frutti. Ci rifiondiamo sul treno, assillati da telefonate della tenutaria del loculo, impaurita, vista l'ora che si sta facendo, di aver perso un cliente. Invece arriviamo a Torino in tempo utile per incontrare la gentile ospite, farsi dare le chiavi dell'appartamento, scambiare due chiacchiere di cortesia (ma proprio due, perché siamo morti di fame) e andare a ingurgitare una non spregevole pizza al lardo. La mattina dopo, come convenuto, siamo alle porte del Salone in leggero anticipo sull'apertura dello stesso. Da quel momento comincia una maratona piedicolare della durata di tre giorni che assomma alcune decine di kilometri nel pur relativamente piccolo perimetro del lingotto. Nei tre giorni incontriamo un centocinquanta editori di tutti i tipi, un po'  di autori noti (Massimo, Giuseppe e Gianrico?) che invitiamo a essere ospiti a Parigi, diversi autori ignoti che si invitano a essere ospiti a Parigi, una cit-lettrice accompagnata da amica che si romperà poi un piede, un pubblicitario di grido con tono di voce flebile, addette/i stampa, un duecento poliziotti, manco un manifestante, due care amiche della Regione Puglia, uno stuolo di care amiche del Comune di Parma con sindaco e assessori annessi, qualche antipatica/o (pochini, però), trattori, pizzaioli, saltimbanchi. Ripartiamo domenica, accompagnati da un bel sole quasi estivo, contenti dei nostri intrighi. Rispetto a un anno fa, siamo decisamente più ottimisti. Ma faremo bene?

SETTIMANA DAL 28 APRILE AL 4 MAGGIO:  Un po' occupati in Fortezza da Basso, un po' depistati dai climi pontili (sono i week-end lunghi) rallentiamo il passo (ma non è che stiamo andando di corsa, in effetti). Parigi ci sembra lontana (come kilometri e come date), anche se sappiamo che poi ci arriverà addosso. Prepariamo piuttosto il terreno e lanciamo le nostre reti per il Salone di Torino, dove ci installeremo per tre o quattro giorni, polemiche sull'ospite d'onore permettendo. Ci saremo da mercoledì, alloggiati in un strano B&B. Pare sia rinomato, ma la proprietaria è forse un po' anomalo e prima di darci l'OK per la camera ha chiesto le nostre misure (altezza, peso, ingombro complessivo). Richiesta se ci stava fittando una bara piuttosto che una stanza si è subito scusando spiegando che voleva solo accertarsi che le dimensioni dell'appartamento non fossero troppo striminzite per le nostre abitudini. Temiamo che se non si tratterà di bara ci andremo vicino. Forse un simil loculo? Chissà; ci adatteremo. Essendo di strada, prima di Torino, ci fermeremo in giocosa e rossa città emiliana. Scopo: indurre rete di città (12) della valle del Po a partecipare in "ensemble" alla "Festa". Contatto: responsabile della rete delle suddette città (d'arte). Speranza: fare filotto e risolvere con mesi di anticipo metà dei nostri problemi. Speranze: ragionevoli. Vi sapremo dire.

SETTIMANA DAL 21 AL 27 APRILE:  Sparsasi la voce della decisione di una seconda edizione siamo sommersi da felicitazioni, incoraggiamenti, proposte di collaborazione, progetti e idee. Qualcosa sul paesaggio italiano? E perché no? Un mix fra dj e lettrice? Si può fare (ma nel nostro infimo, lo faremo veramente). Un trittico sul tetaro di parola? E certamente! Aspettavamo solo questo. Ma per dar corpo a questo florilegio di pirotecnica intellettuale e passionale occorrono i mezzi. Anzi, pure gli interi. Ci guarderemo intorno. Siccome in questi giorni siamo alla Fiera dell'Artigianto di Firenze con la gagliarda "libreria dei Lettori" guardandoci intorno vediamo solo spazi di gusto e di buongusto. Ma alla "Festa" non avevamo allestito un area di "Buon Gusto Italiano"? Ma, sì! Allora siamo cascati bene. Cominciamo a impaurirci. Troppe cose sembrano andare per il verso giusto. Saremo mica entrati in un anno fortunato? E se sì, durerà fino a febbraio dell'anno prossimo? Speriamo. Comunque il nostro peregrinare fra le eccellenze del gusto italico ci mette in fila: una squisita pasticceria siciliana, un produttore di birre atipiche, una confraternita di norcini, uno specialista del gianduiotto in tutte le forme possibili (solide, liquide, cremose). Tutti nomi di "nicchia". Per non fare gli snob approcciamo pure un caffé ben noto. L'approccio con i soggetti è al momento soft, giochiamo di non chalance. Poi se serve, "incasiamo la mano". Alla settimana prossima.

SETTIMANA DAL 14 AL 20 APRILE: Oggi, lunedì 14 aprile 2008, decidiamo di rendere ufficiale la seconda edizione della "Festa". In effetti avevamo già concordato con la municipalità parigina, ai più alti livelli, la replica e deciso la data. Questo a metà marzo, una volta conosciuti gli esiti delle elezioni amministrative francesi, seguite in diretta a Parigi. Ma ci siamo a lunghi interrogati, facendoci ronzare per la testa quel famoso interrogativo, noto forse quanto lo stranoto dubbio amletico "To be or not to be". L'interrogativo era: "Chi c''o fa fa'?" Domanda tipica degli avari di sé. Noi che abbiamo tanti difetti, ma siamo scarsi ad avarizia, ci siamo decisi di farcela fare. Quindi all'opera! Per non perdere le sane abitudini, ci siamo fiondati subito a Pisa, alla manifestazione "Parco Libri", a rompere un po' i coglioni in giro. L'azione di rompimento ha subito prodotto un approccio utile con due regioni (una del Nord-Ovest, l'altra dell'Est adriatico), una federazione (indovinate di cosa, visto il contestio, tre editori. Se son rose fioriranno. Intanto abbiamo quasi pronto il film della "Festa", approntato da Maddalena, e un depliant (giuriamo bello, ma non l'abbiamo visto ancora) ingegnato dal fido Claudio e dalla gentile Rossella (che non è quella di "Via col vento", ma va bene l'istesso). Esamineremo tutto la settimana prossima e vi sapremo dire. Bye, Bye 

Festa del Libro e delle Culture Italiane
Prima Edizione
Parigi 1/2/3 Febbraio 2008



SETTIMANA DAL 27 GENNAIO AL 3 FEBBRAIO: Eccoci alla settimana del tutto per tutto. Qui si parrà la nostra nobilitate. Ci muoviamo in maniera felpata, cercando interstizi, attenti a non far precipitare lo cose. Non tanto perché la situazione sia delicata, quanto perché siamo contornati di pacchi e scatole dai più vari contenuti: libri, vini, stendardi, panettoni, depliants, espositori, casse, sbriciolone, segnaposti, strumenti, pecorini, utensili, computer e via elencando. Lunedì 28, causa perdita d’acqua nel palazzo circostante, ci viene tagliata l’elettricità. Non possiamo telefonare, non possiamo accedere ai computer, non possiamo vedere una mazza. Pensiamo che la causa del disastro sia nella visita di un caro collega dall’occhio lungo e secco che, impossibilitato a venire con noi a Parigi per cose sue, ci ritiene comunque responsabili di non aver insistito abbastanza, ma in modo non irritante, per una sua partecipazione. Considerando che l’amico in oggetto aveva previsto in Place Vendome e quasi augurato, con varie improperie toscane, un incidente mortale per uno degli chauffeurs colà parcheggiati; considerando che questa maledizione fu pronunciata davanti all’albergo da cui sarebbe uscita per l’ultima volta della sua vita Lady Diana; considerando che l’auspicio fu tratto giusto una settimana prima dell’incidente; considerando che l’amico previste agghiaccianti particolari della disgrazia, puntualmente realizzatisi; considerando tutto questo abbiamo sinceramente tremato. A ciò sia aggiunge anche una cattiva trasmissione (Firenze-Parigi) del file con il catalogo-programma che deve essere disponibili venerdì a Parigi all’apertura della “Festa”. Da Firenze l’infaticabile Claudio (il grafico) però rimedia e alle 18h00 (ultimo minuto utile) le bozze per la stampa arrivano a Parigi sul computer di Marc (il tipografo). Scampato pericolo, ma sappiamo che altri ostacoli sono in agguato. La mancanza di corrente però in qualche modo ci conforta: non potendo lavorare andiamo a dormire presto e recuperiamo un poco di sonno arretrato. Martedì verso mezzogiorno ritorna la corrente e quasi ci dispiace. Non leggere mail, non sentire squillare il telefono era quasi una pacchia. Recuperiamo il tempo perso e riusciamo a vedere ancora una cosa incredibile e “repellente”. Un importante editore barese, di cui per “pietas” non facciamo il nome, che partecipa alla “Festa” a nostre spese. L’importante editore, pur noto per la qualità del suo storico catalogo e per l’impegno diffuso nella tutela e nella valorizzazione della figura del “Lettore” italiano, non aderisce di essere fra gli editori presenti. Nulla da obiettare. L’importante editore decide di esporre, ma non vendere, 7/8 titoli della sua vasta produzione nello stand della Regione Puglia, a spese della stessa. Anche qui nulla di male. Ma perché spedire a nostre spese (27,00 euro!) il pacchetto con i pochi librini, unico fra i tanti editori del Tavoliere? Ma chi siamo noi: Babbo Natale? Vero che ormai la gente non ha più vergogna. Passiamo sopra e con l’Oste Marcello (chef e tuttofare preposto allo spazio “Buongusto” della “Festa”) stipiamo il nostro furgone che parte alla volta di Parma, dove raccatterà brochures, manifesti e una forma di parmigiano di 30 chili. I libri, che fanno invece 30 quintali, sono partiti con un tir insieme agli allestimenti. Arriveranno l’uno e l’altro a Parigi? Per differenziare il rischio, uno degli organizzatori parte in treno alla volta di Parigi. E il treno arriva a Bercy giovedì mattina, pure in orario. L’organizzatore si invola verso l’Espace des Blancs Manteaux a vigilare che nessuno occupi il posto riservato a furgoni e tir. L’operazione di vigilanza in qualche modo riesce pur tra i malumori dei commercianti (tutto il mondo e paese) annichiliti dall’idea di avere per tre giorni avanti alle vetrine oltre 36 metri lineari di automezzi. I malumori vengono stemperati con diplomazia, sapienza e qualche bottiglia di Chianti. Alle 17h00 tutti mezzi sono parcheggiati e i vari materiali cominciano a fare il loro ingresso trionfale nello spazio festivo. En passant il grande camion trancia il davanti di una macchina francese di passaggio. La colpa sarebbe del francese (anziano e mezzo rincoglionito), ma per non perdere tempo ci addossiamo ogni responsabilità. L’anziano non è molto convinto e a un certo punto, spossati, lo mandiamo a quel paese con l’aiuto dei flics parigini, pur essi esasperati dalla pignoleria e dalla diffidenza dell’incidentato. Bon, gli allestitori cominciano il montaggio, mentre si fa una piccola riunione preparatoria con una metà della tribù degli attivi. Verso le 19h00 abbiamo l’OK per sistemare i libri. Verso le 19h15 abbiamo una specie di contrordine dal responsabile tecnico del luogo che vuole rivedere tutte le distanze fra tavoli e stand. Qualsiasi modificazione sarebbe letale e il tipo è pure parecchio verboso. Ci arrangiamo: un po’ concediamo, un po’ togliamo e alla fine cominciamo a tirar fuori i libri. Si va avanti con qualche valorosa/o fino alle 4 del mattino. Alle 8 siamo di nuovo all’Espace per accogliere la delegazione del Comune di Parma (una decina di persone e tutte simpatiche). Con quasi tutto a posto la “Festa” apre i suoi battenti alle 11h00 in punto, miracolosamente. Dopo dieci minuti abbiamo già venduto qualche libro e abbiamo la quasi certezza che tutto andrà bene. E non ci sbagliamo. La festa di inaugurazione organizzata con Parma a suon di parmigiano e prosciutto vede una partecipazione di folla imponente e lo spargersi per l’aere di profumi di casa. Impagabile performance dell’Assessore al Turismo di Parma che taglia in due, in modo impeccabile, la forma di 30 chili. Non ne resterà nulla. Dal cibo si passa alla poesia, poi alla camorra e alla mafia e tutto fila liscia, mentre affluiscono le prime migliaia di visitatori. Tante felicitazioni, complimenti e buste che escono piene di libri e di dolcetti (Osteria e Boutique del BuonGusto hanno cominciato a funzionare anch’esse). Alle 23h00, stravolti, chiudiamo la maison, accompagnando all’uscita gli ultimi riluttanti. Il bilancio è positivo e siamo contenti. Merito di anche di molta parte della “Tribù” (non tutta, ahinoi. Ma non si può avere tutto dalla vita). Sabato apriamo più rilassati e tutto si svolge senza particolari inghippi che non siano la difficoltà di tenere sott’occhio diecimila cose diverse e far combaciare gli orari operativi. Il pubblico secondo noi è quasi il doppio del giorno prima. In effetti sono usciti un sacco di articoletti e passiamo anche alle TV e su varie radio. Merito delle due dame (Françoise e Olivia) dell’ufficio stampa, con cui pure c’era stata qualche “incomprensione” all’inizio. Così quasi tutti (pubblico, ospiti, partner, editori) sono contenti. Anche la bella mostra sui “Caffè letterari” degli amici della Grandangolo da Modena riscuote interesse e apprezzamenti. Nell’Osteria un terzetto efficacissimo (Andrea, Angela e l’Oste Marcello) affetta, serve e incassa contribuendo al clima festoso, ma, si spera, non scemo. Nella “Libreria dei Lettori” la quantità di pubblico è quasi impressionante: alle casse ci sono speso lunghe file e il lavoro di vigilanza e orientamento è molto impegnativo (ancora merito della Tribù, ma sono troppe/i per ringraziarle/i “ad personam”). Trovando campo dove c’è, si fanno notare i giovani teatranti-animatori (tutte/i cit-lettrici e cit-lettori doc). Un encomio solenne per Chiara, Saverio, Patrizia e il suo Cinque Chapeau. Arriviamo alla domenica finale con la certezza di aver fatto una follia che, proprio perché folle, è riuscita. Ormai digeriamo tutto anche il continuo chiacchiericcio di uno degli ospiti che fa a tutte/i due orecchie così. Cominciano le prime partenze. Alle 21h00 ci accomodiamo per il concerto di chiusura de i “Bazzarioti”. Il trio generoso e mediterraneo riscuote applausi a scena aperta. Alle 23h00 è finita, per il pubblico. Noi ci catapultiamo allo smontaggio e al saldo della Tribù, con commiato e baci e abbracci. Andiamo avanti sino alle 5h00. Vi ricordate dell’amico libraio dall’occhio lungo e secco? Uno dei camion fora una ruota e stiamo quasi 2 ore sotto l’acqua per cambiarla. A proposito: il tempo è stato clemente e quasi bello per due giorni su tre. Come lamentarsi? Qualche ora di sonno e ripartiamo per il suolo patrio. La “Festa” è finita e noi andiamo in pace. Se volete saperne di più e meglio indirizzatevi a www.lpsansfrontieres.it Grazie a tutte/i per averci accompagnato in tanti modi nell’avventura.

SETTIMANA DAL 20 AL 26 GENNAIO: Mancano ormai pochi giorni alla prova del fuoco. Riusciamo a chiudere quasi tutto: programma (grazie a mezzo mondo), catalogo (venuto davvero bellino, ci pare, grazie a Claudio e Rossella), sito (bellino anche esso, grazie a Maddalena), grafica, allestimento. Sembra imposibile ma ci sono due o tre editori che riescono ad aderire addirittura il 23. Pensare che la data ultima era il 31 dicembre dell'anno scorso. Proprio affezionati! Partiti gli inviti per la festicciola di inaugurazione di venerdì 1 febbraio alle 17.00. Non mancate! Ce ne avremmo a male.

SETTIMANA DAL 13 AL 19 GENNAIO: All'ultimo minuto arrivano le adesioni alla "Festa" del Comune di Firenze e della Provincia Trapani. Presenze di cui siamo onorati e che ci aiutano anche non poco per la cronica mancanza di quibus. Firenze parteciperà con un profilo di "eleganza", Trapani con sapori saporiti. Ce lo confermano in pratica il giorno prima della nostra partenza per Parigi, dove andiamo a regolare le penultime cose, fare la conferenza stampa, incontrare la tribù parigina. Le penultime cose le abbiamo regolate, con qualche vicissitudine dell'ultimo minuto: tipo assicurazione. La conferenza l'abbiamo fatta, anche se non c'erano folle di giornalisti: ma i media ci stanno egualmente "comunicando". La tribù l'abbiamo incontrata e dè sempre più attiva, pronta e motivata. Meno male che c'è lei. Sabato siamo tornati al patrio suolo con aereo partito in orario e arrivato pure in anticipo. Buon segno?

SETTIMANA DAL 6 AL12 GENNAIO: Domenica 6 il cuore ci si apre alla speranza. Come da tradizione decennale partecipiamo, in maniera attiva, a una serata di giochi di semi-azzardo (tombola, mercante in fiera, sette e mezzo). L'uso vuole che la quasi totalità delle vincite competano ai padroni di casa (babbo, mamma e figlio), nucleo squisito e molto ospitale, ma addobbato di un deretano impossibile a descriversi agli umani. Incredibile dictu facciamo due tombole e vinciamo primo (in coabitazione) e terzo premio del mercante in fiera. Chiudiamo insomma la serata con non poche decine di euro all'attivo, suscitando l'invidiato stupore degli astanti, ma anche una certa ammirazione per avere, una tantum, rotto il monopolio del diabolico trio. Riprendiamo vigore non saranno i cinque milioni di euro della Lotteria, ma almeno cinquanta euro, pochi, maledetti e subito, sì. Buttali via. La sera stessa una affezionata cit-lettrice e grande amica ci fa una donazione sostanziosa a contributo per la "Festa". Siamo scossi, in tutti i sensi, e non ce la facciamo a opporci a tanta generosità. Il tempo ci dirà cosa fare dell'ingente somma. Da lunedì al lavoro e nell'ordine risolviamo il problema della stampa dei manifesti, le indecisioni del Comune di Firenze (almeno ci pare), i ritardi degli editori troppo vacanzieri e il contatto con una importante Provincia del Sud. La notizia della "Festa" comincia a correre. Merito del tam tam della Tribù o del certosino lavoro del nostro ufficio stampa? Forse di entrambi. Un importante editore italiano si aggrega. Un magico chef irrompe sulla scena per portare un tocco di classe nel nostro angolo di Buongusto Italiano ai Blancs Manteaux. Ostenta competenze e conoscenze e pure un discreto appetito. Benché a dieta, ci fotte tutti i buonissimi dolcetti di pasta di mandorla ricevuti in dono dal trio sconfitto il 6. Avremo preso un altro abbaglio? A fine settimana pianifichiamo con l'amico Claudio tutta la produzione cartacea, mentre santa Maddalena ha quasi finito il sito. La nostra agente Ilary si mette a fare pure l'agente immobiliare e recupera all'istante una settina di alloggi. Tutti comodi. Uno magico, abitato da catalana giovane all'anagrafe, ma matura nel pensiero. L'ospitante ci viene descritta, con qualche ilarità da Ilary (nomina sunt substantia rerum), come personaggio quanto meno "atipico". Capiamo subito a chi accoppiarla: al magico chef! Intanto ci prepariamo alla conferenza stampa parigina del 17 (ma che brutto numero!).

SETTIMANA DAL 30 DICEMBRE AL 5 GENNAIO: Giusto il 31 pomeriggio abbiamo un'idea geniale, che risolverà tutti i problemi finanziari della "Festa" e forse ci lascerà in mano anche qualcosa per il futuro. Come abbiamo fatto a non pensarci prima? Le festività ci costringono ad agire solo dal 2. Poi si tratta di aspettare fino a domenica. Il 2 mattina ci mettiamo in moto, ma le nostre speranze sono frustate in clima freddo e con pioggia scrosciante. Non si trova più un biglietto della Lotteria manco a pagarlo a peso d'oro. E ci pare problematico riuscire ad aggiudicarci il premio di 5.000.000,00 di euro senza niente in mano. Peccato! Eravamo proprio sicuri che sarebbe stata la volta buona. Allora ci riconvertiamo sul duro lavoro e rinforziamo un po' (siamo sempre in vacanza, non dimenticate) il plotone degli editori coraggiosi che ci seguiranno a Parigi. Nel frattempo ci facciamo anche noi una Ilary, nel senso che la acquisiamo alla causa. Non servirà per vincere le primarie, ma a noi ci serve.

SETTIMANA DAL 23 AL 29 DICEMBRE: Speranzosi ci diciamo: "Siamo nella settimana di Natale. Nessuno ci potrà fare del male, né rompere i qualche cosa, essendo tutti impegnati in regali, cenoni, auguri e viaggi". Ma quando mai! Domenica 23 sera una voce dall'oltretomba riporta in pista la possibilità di una partecipazione del Comune di Firenze alla "Festa" parigina, ipotesi da noi abbandonata da mesi. I cari amici della libreria Grandangolo di Modena ci telefonano e ci informano che stanno mobilitando il modenese tutto per reperire i fondi e così installare la loro bella mostra nella "Festa". Mezza editoria francese, incurante che il 26 da noi noi è festa, ci riempie di complimenti e auguri. Questo fa solo piacere, certo. Però le felicitations sono mescolate a proposte e suggestioni di organizzazioni di incontri e dibattiti con nomi prestigiosi e non, su temi che stanno l'uno all'opposto dell'altro, e con risorse finanziarie (per la parte loro) un pochino risicate se non nulle. Come dicevano i padri latini "abundare melius quam deficere", ma qui avremmo bisogno di una "Festa" di trenta e non di tre giorni. Noi intanto incameriamo e cerchiamo di rimandare all'anno nuovo (contando anche sul fatto che in Francia non hanno la Befana). Il prode Claudio, sarebbe il grafico, "azzecca" in una sola botta manifesto e depliant. E ne siamo contenti. Maddalena intanto ha preso il largo con il sito. Non possiamo però ancora pubblicizzarlo perché i nostri amati partner non ci hanno ancora mandato manco un riga di testo. Ma è Natale! Ma quando finisce sto' Natale? Proprio a Natale parte una telefonata a noi da Parigi. La fa la prode Ilaria. Noi sentiamo il messaggio in segreteria a Santo Stefano. La voce ilaresca (se la sentite tutto pensereste tranne che sia sicula) ci comunica che c'è un certo interesse di una certa provincia dell'isola (meglio non fare nomi, al momento) alle nostre imprese e che bisogna chiamare subito l'indomani dirigente amabile e sensibile. L'indomani chiamiamo, il dirigente si dimostra un vero gentlemen e richiede documentazione che noi puntualmente inviamo via mail. Nel pomeriggio si palesa un editore francese che sciorina una lunga serie di autori italiani, francesi e inglesi (pure) che non sarebbero per nulla fuori luogo nella nostra "Festa". Proponiamo alla persona di parlarne a telefono. La persona è d'accordo, ma preferisce fare una teleconferenza, cui partecipino altre due persone della casa editrice. Le due persone, fortunatamente, sono in vacanza e ci spostiamo al 2008. Avete mai visto un assessore che lavori la mattina del venerdì 28 dicembre? Noi si, proprio in carne e ossa, e lo abbiamo incontrato e ci abbiamo pure chiacchierato per un'oretta. Scommettiamo però che non avrete mai visto, in combinata, un alto funzionario di quello stesso assessorato al lavoro il pomeriggo del 28 dicembre. Noi si, e ci siamo comportati esattamente come con l'assessore. Non diamo però tracce che possano ricondurre né all'uno, né all'altro. Non vorremmo che i colleghi, dell'uno e dell'altro, li sbeffeggino, perché non se lo meritano. Abbiamo finito con il 2007? Nooooo! Sabato 29 ci giunge notizia che la Grande Mairie di Parigi ci regala un certo numero di spazi di affissione in pieno centro (quartieri I, II, III, IV) per manifesti di grande formato (180 x 120) che non avevamo previsto di produrre ma che produrremo subito. Quanti spazi? 37. E perché non 35 o 40 a fare cifra tonda? Non lo sappiamo e nemmanco lo vogliamo sapere. Dobbiamo però sapere alcune cose tecniche sull'argomento e le potremo sapere solo il 31 mattina (ti pareva!), interrogando una funzionaria del IVème che andrà al lavoro giusto per noi. Sempre il 31, ma nel pomeriggio, dobbiamo chiamare, sempre a Parigi, una collega libraria. Sta riflettendo se può concendersi per venire a esporre e vendere alla "Festa" i libri degli editori francesi implicati. La questione della libreria francese da coinvolgee diventa di ora in ora più grave. Fra l'altro il nostro invito, caloroso e fraterno, a venire, a nostre spese, come ospiti alla "Festa" rivolto alle due librerie franco-italiane della Metropoli è caduto nel vuoto. E non ci hanno manco risposto per farci gli auguri. Come diceva il vecchio Pappagone: "Non si può fare un piacere a nisciuno!". A proposito di piaceri. Bisogna bloccare la brava Laurène, venuta da Parigi a Firenze, non solo per noi, con cui in mattinata abbiamo concertato tutta una serie di azioni "tecniche": sorveglianza, pulizia, assicurazione e soprattutto campagna di affissione (cosa urgentissima). Ma se la Mairie ci regala lo spazio grande (180 x 120) perché pagare per uno spazio più piccolo (40 x 60). Ma dove sta ora Lauréne?

SETTIMANA DAL 16 AL 22 DICEMBRE: La nostra azione paziente di attesa comincia a essere rimeritata e qualche editore cominca ad aderire al nostro progetto. C'è chi lo fa con discrezione, chi con timidezze macelate, chi con la sfrontatezza propria del militare di Cuneo. La sensazione è che dovremo fare le corse sino a metà gennaio almeno per aspettare gli indecisi, dialogare con gli scettici, spargere risposte rassicuranti a chi ancora (vero!) non ha capito bene. Intanto rintuzziamo un attacco violento e insistente del nostro stesso ufficio stampa parigino. Eravamo riusciti a spostare di una settimana, dal 10 gennaio al 17, la fatidica conferenza-stampa al Marais, il ché ci risollevava parecchio. Ma questa dilazione sarebbe dovuta essere pagata con un ambassadeur. La cosa ci ha gettati nello sconforto. Già siamo poco diplomatici di natura, poi un ambasciatore dove lo andiamo a trovare? Ma l'ambassadeur sembra imprescendibile. Abbiamo cercato di orientarci, senza fare troppe brutte figure per il nostro non essere tanto à la page. "Ma che tipo di ambasciatore? Di qualsiasi paese? Di mezza età? Piuttosto anziano? Fascinoso o repellente?" Ci è stato spiegato che non avevamo capito niente. La parola ambassadeur andava letta come "testimonial". Insomma qualcuna/o che, dall'alto delle sue competenze, rassicurasse il popolo dei media gallici che noi siamo e saremo nel giusto. Abbiamo obiettato che né Umberto (Eco), né Paolo (Conte), nè tanto meno Giorgio (Napolitano) o Romano (Prodi), con i quali abbiamo tanta consuetudine e frequenza, poteva essere disponibile per quella data. Muro dall'altra parte: "Ambassadeur necesse est!". Allora abbiamo provato a chiedere a Silvio. Ha detto subito di sì, il vanesio, però ha posto due condizioni: bagno di folla e accompagnamento di Walter (dice che ormai comincia ad avere una certa età, che da solo si sposta mal volentieri, che gli serve una spalla più giovane..). E noi immediatamente interpelliamo Walter, tramite segreteria. Manco a sentire "pronto" che arriva la domanda: "Ci sta Silvio?". E noi: "Si, certamente!". Dall'altro capo del telefono: "Ah, allora viene sicuramente. Non c'è neanche bisogno di chiederglielo. Quando avete detto? Giovedì 17 gennaio alle 10.00? Si? Perfetto: già scritto nell'agenda." Tombola! Siamo a posto. Giusto per educazione abbiamo informato della cosa la competente amministrazione parigina nostra partner. La centralinista ha preso nota, con la solita e antipatica indifferenza parigina, della venuta di Silvio e Walter, ci ha chiesto se eravamo contenti, ci ha fatto capire che per loro la cosa non aveva grande importanza e voleva congedarci. Halte! "Excusez-nous, Madame. Un'ultima cosa: Silvio chiede un bagno di folla". "Et non, cher Monsieur, c'est pas possible! A Parigi a gennaio fa freddo assai e tutte les bagnades sont interdites (i bagni all'aria aperta sono vietati). Desolée". Irremovibile. Il sogno svanisce. Ultima spes chiamiamo Gianni (Letta), che pure, altre volte, ci ha risolto tante e tante situazioni imbarazzanti, garbato com'è. Dobbiamo aver toccato una corda sensibile perché, per la prima volta, la risposta è stata netta e perentoria: "No! Senza bagno Silvio non si sposta, senza Silvio, Walter non si muove e ora, come si dice a Roma, sono c???i vostri". Con il capo cosparso di cenere raccontiamo all'ufficio stampa, senza dare però troppa soddisfazione, del nostro scacco. Nessuna pietà: ambassadeur! ambassadeur! "Ma dateci un aiutino, qualche idea.." "Bon, proprio perché siete voi, simpatici italiani, possiamo proporvi una rosa. Cercate di contattare Mastroianni o Ventura (le figlie, essendo i padri morti) o Bruni (Valeria per fortuna e non Carla, se no veramente ci sarebbe stata la crisi diplomatica) o Morante (Laura)". Rottici a questo punto gli zebedei abbiamo alzato un po' la voce e spiegato in modo rude che: a noi gli "ambassedeur" repellono, che la "società dello spettacolo" la troviamo abbastanza noiosa e molto poco spettacolare, e che non siamo neanche molto sicuri che le potenziali ambasciatrici abbiano molto a che vedere con quanto stiamo preparando. Le gallette hanno abbassato la cresta e noi abbiamo tirato un bel respiro di sollievo, tornando a casa nel più naturale clima di modestia e trascuratezza che ci confà. Abbiamo davvero altro a cui pensare.

SETTIMANA DAL 9 AL 15 DICEMBRE: Sempre più persone ci dicono di seguire l'impresa parigina sul "vostro blog". Blog? E cheddè? Pensavamo di scrivere un diario, mica un blog. Avessimo saputo di aver messo su un blog, ci saremmo fermati subito. Blog o non blog l'acqua è secca e la papera non galleggia. Nonostante gli sforzi di valorose e valorosi agenti (grazie Mina, Elva, Alessandro, Elena, Laura, Silvia, Katia),  gli editori stanno un po' tanto alla finestra e aspettano l'ultimo minuto utile per spedirci la scheda d'adesione, elemento a noi indispensabile per spedire a loro quell'altro documento che si chiama fattura, che poi genera un altro documento detto bonifico, che alla fine ci porta un po' di soldi. Ma noi aspettiamo pazienti, collezionando qualche epica figura di editore narratore che prima ci racconta che ci porta un partner importante, poi un consorzio di editore, poi un po' meno di un consorzio ma con una città vicino, poi aderisce da solo e pure a sconto. Del resto i libri producono fantasie, gli editori producono libri; se non sono "fantasiosi" gli editori chi altri? Per converso il programma degli eventi si fa nutrito (tanto per questo non si incassa, ma si spende). Con gli spunti più vari: legalità e illegalità, traduzione, influenze di cultura ebraica, narratori del sud, giovani e lavoro, cibo letterario, nuovi metissage nella letteratura nostra, concerti e film. Ogni giorno ci arrivano dalle tre alle sette proposte. Molte sono così carine! Tipo: "sono un nome noto (ma noi non l'abbiamo mai sentito) della nuova scena musicale, sia italiana che francese. Mi volete? Qual'è il vostro budget?" Ci sarebbe da rispondere: "Ma siete venuto o vi hanno mandato?" Il problema ahimé è proprio questo. Cioé che spesso questi personaggi ci sono mandati da generose/i della tribù. I quali, essendo per la più parte di natura generosa e in qualche caso aspiranti all'organizzazione cultural-spettacolare (ma con budget altrui), qualche volta se la bevono. Fossimo a marzo si potrebbe anche dire: "é primavera, svegliatevi bambine (e pure bambini).

SETTIMANA DAL 2 ALL'8 DICEMBRE: La settimana ci vede a Modena, convocato dagli amici della libreria Grandangolo, con noi fortemente coinvolti nella ricerca di sghei. Ci servono, nello specifico, per mettere in piedi al meglio quella bella mostra caffettaria-letteraria che avevamo incontrato a Sarzana mesi fa. Incontro con amministratori locali abbastanza deludente. Ne siamo contenti, in un certo senso. Il morbo non tocca solo gli amministratori di casa nostra. Ma non demordiamo, né demordono i colleghi e amici antiquari e prima di lasciarci alla stazione vediamo nuove piste. Non demorde Mila da Parigi che entra in pista, e con forza, anche lei. Prima sostituisce Filippo, in vacanza-lavoro in Val d'Aosta, nella ricerca alberghiera. Poi si butta a corpo morto nella elaborazione concreta e vivace del "Programma". Siccome non c'è due senza tre, principia pure a contattare a telefono un po' di vecchi amici di "Leggere per" a Parigi. Si vede che è barese e non pugliese! Un giorno e mezzo di corse, con l'impagabile Maddalena che non solo fa il sito (a proposito: non abbiamo trovato niente altro che www.lpsansfrontieres.it e ce lo facciamo piacere) ma pure i depliants per gli editori italiani, e siamo in treno alla volta di Roma. A farci cosa? A battere la fiera romana di "Più libri più liberi" in caccia di editori. Quando il gioco si fa duro, i duri scendono in campo. Essendo la Fiera all'EUR, i duri prenotano sul web un albergo in zona EUR, ovviamente. Rassicurati fra l'altro da una telefonata al sontuoso hotel. Il fatto è che l'albergo sta sì all'EUR (innegabile), ma per arrivarci bisogna scendere all'ultima fermata della metropolitana, poi prendere un autobus, fare dodici fermate e poi discendere in zona desolata, dove praticamente c'è solo il sontuoso hotel. Per fortuna, per andare dall'hotel alla Fiera suffice prendere solo due autobus. Ma basta ciance: si va al Palazzo dei Congressi e, prima con Katia, poi con Alessandro e infine con Laura si va allegramente a rompere le scatole agli editori previamente contatti dal trio. Dopo un giorno e mezzo, soli, si va verso l'ignoto. C'è parecchia folla di visitatori e qualche imbarazzo. Si va a quegli stand vuoti di clienti con un aura di jettaori o a quelli affollati dando l'impressione (solo l'impressione) di essere degli scocciatori? Facciamo, forse con garbo e tatto, l'uno e l'altro e ce ne torniamo a casa con 6/7 adesioni vicine al 100% e una trentina di trattative che riteniamo valide al 50%. Ci smentiranno i fatti?

SETTIMANA DAL 26 NOVEMBRE AL 1 DICEMBRE: Entra in azione la tribù italiota. Maddalena si butta a corpo morto sul sito, per il quale non riusciamo a trovare un nome libero e decente da registrare. Elva ed Elena da Firenze partono all'attacco degli editori italiani da reclutare in massa. Si attiva poco dopo una colonna romana, composta da Alessandro, Katia (che sta a Colleferro, ma fa lo stesso) e Laura. Il Nord è presidiato dalla Mina vagante in quel di Milano. Ogni tanto fanno capolino volontarie/i che, a differenza di volenterose/i, sono, come dire, un po' più sul dégagé. Ma si degagiano con grande impegno. Cominciano a costruirsi ipotesi per il "Programma": un incontro sul "lungo romanzo del Sud", un altro sulle "legalità e illeglità a Napoli". Con CGIL/Fondazione Di Vittorio focalizziamo due occasioni di dibattito. Il nostro invito a un "Palco per -35" è fermo a due clienti: Saverio da Firenze e Pat in trio da Roma. Matty non solo ha concettualizzato, ma ha pure creato. Vorremo dimenticarci dei soldi, ma ce lo ricordano loro. Sono sempre pochi. Ma qualcosa di certo accadrà.

SETTIMANA DAL 19 AL 25 NOVEMBRE: Alcune/i volenterose/i (da non confondere con volontarie/i che appartengono a un'altra specie, successiva) si mettono energicamente all'opera a Parigi. Laurène si assume il compito più noioso e più indispensabile che quello di occuparsi di cose terrene: vigilanze, pulizie, assicurazioni. Sono poco letterarie? Sì, ma servono più della poesia. Filippo se ne va per alberghi (da modesti a tre stelle), non come topo, ma come scrutatore. Si forma una coppia inossidabile di procacciatrici di sponsor: Luisa & Viviana. Sembrano due panzer e la grande difficoltà di risultati immediati non le sposta di un palmo. Stefano si occupa di Sicilia. Francesco si attiva per un Passe-Livre utile. Federico ammattisce con i simpaticissimi e disponibilissimi e elasticissimi allestitori francesi. E riesce pure a concepire il concorso fotografico. Amandine traduce, traduce, traduce. A tempo, perché ha una connesione a Internet che va in maniera bizzarra. Marie-Astrid insegue VIP (veri o presunti per sua stessa ammissione) e fa la talpa presso una notissima casa editrice parigina, che se vi dicessimo il nome restereste allibite/i di cotanta sagacia. Mila aspetta istruzioni e aspetta anche troppo causa ignavia giustificata del conductor. La macchina stenta un po' a mettersi in moto, sempre per colpa del conductor, ma alla fine prende giri. Intanto in Italia il nostro Pinturicchio (meglio conosciuto come Matty) mette a fuoco le nostre esigenze iconografiche e concettulizza i disegni che accompagneranno alcune delle nostre varie menate. Cambiamo allestitori, vista la non buona educazione dei torinesi che, pure, ci avevano fatto un buona impressione. Ma cambiare è la nostra natura.

SETTIMANA DAL 12 AL 18 NOVEMBRE: La settimana riprende a Milano, dove ci incontriamo con una volenterosa della prima ora, bulgaro-meneghina,  che è una vera mina vagante. Nel senso che si chiama Mina e si dichiara disponibile a vagare sotto le guglie del Duomo e con l'assistenza della Madunina alla ricerca di editori da portare a Parigi. Ingaggio ottimo. Rientrati in serata a Firenze troviamo già un sacco di proposte della tribù franciosa. Capperi: che squadrone! Il tempo di coordinarci con la costituenda équipe italiota e ci chiamano a Roma. CGIL, alias Fondazione Giuseppe Di Vittorio, con convocazione per la tarda mattinata di venerdì. Per non fare un viaggio per un solo servizio mettiamo un po' di carne al fuoco e fra giovedì e venerdì incontriamo nell'ordine: editore romano (foriero di informazioni e incoraggiamenti), volenterosa Tiziana (correttrice dei nostri documenti, arruolata per la "Festa" anche come nume tutelare di L.B., dispensatrice di consigli per un possibile ufficio stampa su piazza), duo Alessandro-Laura (ingaggiati come colonna romana con funzioni simili alla Mina vagante milanese. Coppia deliziosa! Dovrebbero fidanzarsi per quanto stanno bene insieme), regista-capocomica Patrizia (pronta ad allestire spettacolo fra il circense e lo chapeau per la "Festa"), altro editore romano (subito interessato a partecipare alla "Festa" e a invitare un suo autore algerino che ha scritto un romanzo in italiano e che sta per essere tradotto in Francia. Sposiamo, ovviamente subito, la situazione bizzarra). Poi al lavoro sul lavoro con gli amici sindacalisti. Ci sediamo di fronte, manco dovessimo fare una trattativa. Ma il clima da "negoziato" evapora subito e prende posto un sincero spirito di collaborazione. Il binomio lavoro-lettura piace un sacco e prefiguriamo un programmone. Non diciamo altro perché non autorizzati. Misurare sempre le parole con chi viene dal sindacato. Ma osiamo dire che ci siamo piaciuti. Prima di partire incontriamo il potenziale ufficio stampa propostoci da Tiziana. Persona seria e competente la professionista della comunicazione! Ci fa davvero un'ottima impressione. Se troviamo le risorse la ingaggiamo senz'altro. Si torna a casa. E qui ci aspettano nuove suggestioni sia dalla squadra franciosa che da quella italiota. Ragazze/i: un po' di compiacenza. Pure c'abbiamo un'età!

SETTIMANA DAL 5 ALL'11 NOVEMBRE: All'ultimo minuto prenotiamo la cuccetta per Parigi: come gran signori (che non siamo) col biglietto a tariffa massima e piena. Chelle ca coste 'e chiù. E dove dormiamo? Faccia tosta e telefonata a carissimo amico che ci ospiterà e ci metterà a disposizione anche una specie di mini-ufficio in camera da letto, con tutto quello che serve: scrivania, computer, stampante, telefono, macchinetta per ottimo caffé espresso. Grazie Piero! Prima di partire lanciamo un ballon d'essai all'ARCI nazionale e a Symbola. Arriviamo a Parigi, sempre più ammalazzati, e ce ne andiamo dall'ospite: convenevoli, caffé, racconto dell'impresa, eccellente bolognese (salsa: che avete capito?). Dopo pranzo ce ne andiamo alla Mairie del IV e facciamo una prima riunione tecnica. Finita la riunione andiamo in giro per il quartiere alla ricerca di alloggi economici per la comunità. Buone notizie presso le MIJE, già segnalateci da Pagu. Piccole riserve sul solito divertissement francese (cugini: non ce ne vogliate!) di inventarsi situazioni e offerte complicate. Tipo: "Posso fare una prenotazione di gruppo?". "Bien sur!". "Quante camere avete?". "Quante ve ne servono?". "Ditemi quante ne avete, s'il vous plait". "Difficile a dirsi, bisogna andare sul sito". "E allora non me lo dite. Si può vedere una camera?". "Bien sur!". "E allora andiamo". "Senza rendez-vous?". "E con chi lo devo prendere sto' rendez-vous". "Con il consigliere tecnico". "E chiamiamo il consigliere". "Ma il n'est pas la!". "E dove sta?". "Fuori, riceve a questi orari". "E non potete farmela vedere voi la camera". "No, perché io non sono il consigliere tecnico". "Troppo giusto. Facciamo una cosa: la camera non la vedo e mi fido di voi". "Je vous remercie". "Ma je vous en prie. Vedo che avete anche camere singole". "Si, ma non si possono prenotare". "Capisco. Ma che le tenete a fare?". "Per darle a chi prenota un certo numero di posti letto". "Troppo giusto. In che misura tutto ciò?". "Ogni 10 posti letto prenotati danno diritto a una camera singola". "Presumo che neanche la camera singola si possa vedere se non c'è il consigliere tecnico". "Exactement, monsieur. Come avete fatto a indovinarlo?". "Ma, mi sono buttato. E i prezzi sono quelli scritti su questo foglio?". "Oui, monsieur. Però non valgono per le prenotazioni di gruppo". "Intuisco che per questi prezzi "speciali" debba rivolgermi al consigliere tecnico". "Non, monsieur". "Allora devo andare sul sito?". "Nemmeno monsieur". Dovete andare nella nostra sede generale. Vuole che Le dica dove e come?". "Non, merci. Si è fatto tardi, ora ho un altro appuntamento. Magari la prossima volta che vengo a Parigi, arrivo con un giorno di anticipo, così ci pigliamo tutto il tempo". "Questa è una buona idea, monsieur. Magari prima di ritornare telefoni per prendere un rendez-vous". "Questo è certo e non mancherò". "Bonsoir". "Bonsoir". Entrato con la luce del sole esco con la luce dei lampioni e scappo in Mairie, con il rischio di fare pure tardi. Arrivo puntuale e sono introdotto alla Maire, Madame Bertinotti. Saluti, felicitazioni per l'avanzamento dei lavori, domande d'obbligo. Si passa al "politico" e le nostre proposte sono tutte sposate con radioso entusiasmo. Bene il lavoro. Meglio il mondo giovane e i volontari. Ottima l'idea dello scambio di lettori (e cos'è questa novità? Ve lo diciamo un'altra volta. Se no questa settimana non finisce mai). Ci salutiamo felici, quasi con le lacrime a gli occhi e prepariamo l'accoglienza per gli assessori della città di Parma al mattino e per volontari/e al pomeriggio. Terza mini-riunione con Laurène, braccio destro parigino, e Matteo, fidanzato del braccio destro. Ristorante basco: buono. Punto della situazione: ottimo. Stato influenzale: pessimo. Mattino seguente incontro con i parmensi e visita del luogo della "Festa". Assessore entusiasta e pronto a esibirsi a febbraio in una performance di taglio di forma di parmigiano in diretta, sul ché dicesi essere capace ed esperto. Grande razza gli emiliani! Ce ne fossero di più, in Italia staremmo parecchio meglio. Ricerca vana insieme ai parmensi di ditta parigina (ma andava bene anche francese) specializzata in addobbo di alberi di Natale. Rotto zebedei a cortesissimo usciere della Grande Mairie all'Hotel de Ville, ma senza esito. Il cortese ha però dato il massimo. Lasciati i parmensi ci incontriamo con il nostro ufficio stampa parigino. Bistecche e comunicazione con contorno di frites. Completamente modificata la strategia comunicativa delle due girls. Meno male che ci siamo incontrati vis à vis, se no per telefono o mail chissà cosa succedeva. Ma tutto è bene quel che finisce bene e il piano concepito potrebbe pure funzionare. Richiesta di testimonials, tipo la Bellucci, per garantire il successo della "Festa". Chiamata subito Monica. Non c'era. Lasciato messaggio. Appena lo sente, richiama di sicuro. In attesa della riunione coi volontari, con un paio d'ora a disposizione e la positiva esperienza mattutina all'Hotel de Ville andiamo a rompere i coglioni a quelli dell'ufficio della MIJe del giorno prima. Notizie un po' più precise, ma nessuna possibilità di vedere le camere. Sono le 16H00 e ci installiamo nella grande sala riunione messaci a disposizione. Come monacelli un po' per volta arrivano convocate/i. Molte/i si aspettavano un colloquio "singolo". Vengono invece buttate/i in una specie di caotico ma lucido brain storming. Ogni tanto arriva una/o e un'altra/o parte. Soffriamo molto, più che per l'influenza, per il fatto che non si possa fumare. Alle 18H00, in piena crisi di astinenza, fingiamo un atto di cortesia. "Tutte/i al bar a bere qualcosa di caldo!". La tegua ci consente di fumare due o tre sigarette e tornare meglio temprati alla sala riunione. Ci troviamo il gruppetto di quelle/i convocate/i alle 18H00. Alcune/i temevano, non vedendo nessuno, trattarsi di scherzo. Ma qui non si scherza: si progetta! E vengono fuori un sacco di progettini. Gli sguardi del gruppo oscillano fra "ma questi sono pazzi" e "ecco l'occasione della mia vita!". Il mondo è bello perché vario. Andiamo avanti sino alle 20H30, in circa 15, abbastanza in preda ai fumi della creazione, fatta salva qualche presenza silenziosa e seria. Educatamente ci bussano per dirci discretamente "cari italiani, quando vi togliete dalle...?". E noi ci togliamo. A proposito di italiani, l'incontro è stato veramente per certi aspetti una sorta di momento di "orgoglio nazionale" e di ritrovata unità. Unità nazionale espressa da una volontaria che, alla domanda "Ah, Lei è pugliese.", risponde: "No, veramente sono di Bari". Che perla! Gli incontri proseguono sino all'ultimo minuto utile prima di prendere il treno per le Savoie. Ritardatarie/i, timide/i, già attive/i da subito. La squadra franciosa comincia a prendere corpo. I nomi sono quasi decisi. Per i ruoli si vedrà più avanti. Intanto ci ha chiamato l'ARCI nazionale e ci fa sapere che il progetto "Festa" può interessare. Ma se ne parla più avanti. La nostra settimana si conclude a Aix-les-Bains dove, mangiando una calda fonduta, piangiamo. Per il raffreddore.

SETTIMANA DAL 29 OTTOBRE AL 4 NOVEMBRE: Finito DeGustiBooks ci tuffiamo a pesce sulla "Festa", mentre una noiosa influenza si tuffa dentro di noi. Ma eroicamente andiamo avanti. Facciamo le corse per preparare la missione parigina. Santa Maddalena, lavorando indefessamente anche sabato e domenica, ci correda di materiale informativo di notevole qualità. Che ci dà tutto un altro spessore. Spunta un problema "pugliese" di carattere amministrativo-rigido. Mannaggia: proprio le situazioni che ci mettono più a disagio. Spuntano come funghi altre candidature e superiamo quota 400. Qualche volenterosa/o viene proprio in pellegrinaggio qui a Firenze per ricevere la benedizione. Ma come si fa? Non siamo nemmeno credenti! Sfondiamo sul fronte lavoro e appena torneremo da Parigi ci fionderemo a Roma. Intanto il tempo vola.

SETTIMANA DAL 22 AL 28 OTTOBRE: Impegnatissimi nel DeGustiBooks fiorentino dobbiamo fingere di dimenticare Parigi per qualche giorno. Ma il seme della follia cova in noi e qualcosa pur riusciamo a compicciarla. Tipo attivare da subito qualche volenterosa/o pronta/o per Parigi e temprarle/i sul campo. qualcuna/o si tempra, altre/i si spezzano. Comunque dal faticoso e remunerato stage un paio di individualità vengono fuori. Incontriamo strana gente di un'Università, che vanno in giro con un camper a fare studi linguistici sulla diffusione della lingua italiana. Sarebbe bellino averli a Parigi, potrebbero mettere il camper fuori la "Festa" e lì sì che avrebbero pane per i propri denti. I giovani che contattiamo al mattino sioono parecchio svegli e colgono subito il fascino della proposta. Poi nel pomeriggio ci presentano una tutor, un po' più complicata, che comincia a chiedere se a Parigi conosciamo a questo o conosciamo a quella. Li/le conosciamo tutti e glielo diciamo con un po' di albagia, vista certa albagia di partenza dall'altra parte. Come spesso avviene con troppe/i italiane/i che hanno un minimo di potere le opportunità spariscono e le difficoltà si ingigantiscono. Per guidare sto' camper pare ci voglia un esercito, il rettore si deve operare di qualcosa e poi non ci sono soldi (oh! ma trovassimo mai una/o che dice di avere soldi. O propensa/o a procurarseli. Ma che ci fanno con i soldi, se li bevono?). Lasciamo recapito, molto scettici su possibilità di ricontatto. Intanto però ci arriva qualche conferma semi-definitiva di partecipazione: un Comune, una Casa Editrice importante, un organismo grosso, ma grosso assai... Provenienze: Emilia, Piemonte, Lazio. Ma la Toscana che Legge e che Lavora esiste ancora? O siamo noi incapaci a trovarla?

SETTIMANA DAL 15 AL 21 OTTOBRE: Ritombati in loco, facciamo il conto di quante/i quanti hanno risposto al nostro appello: superata, e alla grande, quota 300. Il pericolo dell'effetto "Spigolatrice di Sapri" è rintuzzato. Impediti dal prendere decisioni (fra qualche giorno parte il DeGustibooks a Firenze) ci dilettiamo in statistiche. L'età media di volenterose e volenterosi è di circa 29 anni. Abbassano la media due tre pensionate/i. La quota maschile dei candidati è fortemente minoritaria: intorno al 15%. Il dato non ci stupisce. Le adesioni di francesi, sia in Italia che fuori, sono poco meno di un terzo del totale. Le risposte dalla Francia sono una sessantina, di cui a Parigi un quaranta. Quasi metà e metà fra italiane/i e francesi. Cominciano corrispondenze e apriamo anche un forum, luogo di espressione di idee e di contatti. Da Parigi l'amministrazione ci concede la somministrazione di cibo durante la "Festa". Se va male ci facciamo una spaghettata tutte/i e 300, ma senza uso di gas, che non è permesso. Le risorse umane che stiamo raccogliendo sono inversamente proporzionali alle risorse finanziarie. A noi starebbe anche bene così, sarebbe pure più poetico. Il problema è che abbiamo a che fare con gente tipo allestitori, grafici, trasportatori, comunicatori, sorveglianti, elettricisti, tipografi, scrittori. Tutti assai, ma proprio assai, prosaici. E vogliono essere pagati. Maxime gli scrittori, che in sostanza dicono: "La poesia non dà pane e a noi qualcuno il pane deve pur garantirlo. Può essere la "Festa" a farlo?". E pure c'hanno ragione...

SETTIMANA DALL'8 AL 14 OTTOBRE: La partecipazione alla "Fiera delle Parole" di Rovigo è un po' svago e un po' tormento rispetto ai nostri impegni per la "Festa". Per una settimana quasi non abbiamo il tempo di far nulla (un po' di riposo, ma mica tanto svago!), ma ci pensiamo tanto (che tormento). Proprio con le mani in mano però non stiamo. Reclutiamo per Parigi un paio di nomi egregi. Ma i nomi quasi quasi non li facciamo. Se poi si tirano indietro, che figura si fa? Comunque uno è un politico-scrittore cootrionfatore della primarie e ministro in pectore per un prossimo governo. Noi lo abbiamo interpellato come scrittore, a scanso di equivoci. L'altro è una star del sistema letterario-televisivo italiano. Nonostante questo è tanto gentile, sarà per la piccola, ma percettibile, pinguedine che lo precede. Intanto le adesioni volenterose e generose per la tre giorni aumentano a dismisura. Qualche candidata (si rafforza sempre più la convinzione che in Italia ormai lavorino quasi solo donne) viene anche a aiutare la baracca rovigotta. Non si hanno invece segnali di aiuti da parte dei potenziali soggetti finanziatori. Cominceremmo a preoccuparci, se ne avessimo il tempo.

SETTIMANA DALL'1 AL 7 OTTOBRE: Per un week-end ci siamo liberati dalle tribolazioni legate ai problemi finanziari e ci siamo messi a pensare ad altro. L'Italia ha un debito di migliaia di miliardi e sono tutti felici e contenti. E dovremmo preoccuparci noi perché non troviamo 150.000 euro? Rientriamo nelle giuste proporzioni. Liberarci la mente ci fa bene e ci fa venire un'idea. Perché non coinvolgere nell'impresa parigina la comunità tutta? Ma no, che avete capito? Mica li vogliamo da voi i soldini che servono, parlavamo d'altro. Lavoro, generoso e volenteroso. Mandiamo un mail a iscritte/i, invitando chi se la sente a lavorare alla festa mezze/i pagate/i. Ci servono 19 unità operative, bilingui (o quasi), non lavative e pronte a giurare (se cittadine/i italiane/i) di mai aver fischiato la "Marsigliese" in occasioni di dispute sportive. Nemmanco mandiamo la prima infornata di messaggi che dopo tre minuti arriva una adesione entusistica da giovane pensionata sessantenne torinese, corredata di foto riproducente sorriso smagliante. Si apre il rubinetto e noi non sappiamo fare gli idraulici! In una settimana arrivano circa 200 risposte delle speci più varie. Italiane/i residenti in Francia, francesi residenti in Italia, italiane/i residenti in Italia, francesi residenti in Francia, belgi residenti un po' qua e un po' là, extracomunitari francofoni residenti in Italia. Pure due italiani ben parlanti francesi, ma residenti a Cambridge. Il tam tam del web è partito e nessuno lo ferma più. Ma come direbbe Chateaubriand "ie a tutte sta ggente addo' 'a mette"? Il dubbio ci assale, pur commossi da tanta partecipazione. Informiamo i circa 200 dello stato delle cose, chiedendo idee e pietà. La risposta è pietevole (capiamo bene) e propositiva (parliamoci) al tempo stesso. Viene fuori l'idea di aprire un forum dove seguire in diretta i lavori per Parigi, scambiarsi idee sul programma, scambiarsi casa fra Parigi e l'Italia per favorire il massimo di afflusso dall'estero. La sottocomunità si dà pure un nome e diventa la "Tribù generosa e volenterosa". Al lavoro, allora. A proposito di lavoro! Ci chiamano dalla CGIL. La nostra proposta di portare il mondo del lavoro italiano alla "Festa" non è parsa poi così peregrina. E viene considerata attentamente. Anzi studiata da un noto Centro Studi collegato. D'altra parte se non studia un Centro Studi, diteci voi: ma chi dovrebbe studiare?

SETTIMANA DAL 22  AL 28 SETTEMBRE: La settimana comincia di buonora e alle 7.30 circa di lunedì scendiamo dal treno e usciamo dalla Stazione di Porta Nuova in Torino. Un po' prestino? Siamo nella capitale morale italiana del lavoro operaio e non possiamo fare tante storie. Abbiamo appuntamento con la nostra angela custode. Voliamo da lei a passo lento, per non buttarla giù dal letto. Mediocre croissant in fascinoso e antico caffé, che ricordavamo migliore. Brutto segno. Acquattati nelle prospicenze dell'angela custode, attendiamo ora più decente per farci vivi. Fattasi l'ora, ascendiamo all'appartamento, bello e spazioso, dell'angela, che ci accoglie con baci, abbracci e offerta di caffé (che rifiutiamo, perché sarebbe il terzo) e datteri (che pure ricusiamo, non essendo abituati a certi consumi a prima mattina). Ci si mette subito al lavoro, dispiegando strategie e tattiche da mettere in campo con le due giovin signore, esperte di Saloni e Festivals. Le due giovin signore tardano un po', ma non è grave. Arrivano, ci presentiamo e stendiamo subito per terra piani, piante e piantine. Le giovin signore danno segni di assenso e quasi di compiacimento. Veniamo al dunque e, spiegato il nocciolo del problema, passiamo loro la parola. Si esprimono in due, la meno giovine sembra essere la capa. Non che l'altra sia la coda, per la carità, ma ci sembra abbia meno "potere decisionale". Ci dicono che il progetto è molto bello e sarà sicuramente coronato dal meritato successo. E questo lo sapevamo già, anche se non lo diciamo, per naturale pudicizia. Ci dicono poi che i tempi sono stretti, molto stretti, troppo stretti. E pure questo lo sapevamo già, altrimenti perché le avremmo incontrate? Poi ci dicono una cosa che non sapevamo ancora. Ossia che se i tempi non fossero così stretti e loro non fossero già impegnate in azioni, certo più importanti, si coinvolgerebbero con piacere e volentieri. Però solo se esistesse già la totale, o quasi, copertura finanziaria di tutta l'operazione. Alla nostra obiezione che al momento disponamo si e no di circa 10.000 euro, neanche tanto sicuri, esprimono sconcerto. Lo fanno con molto savoir faire, ma sempre sconcerto è. E alla nostra domanda: "Scusate, ma se avevamo già i soldi, che vi chiamavamo a fare?", la loro risposta, espressa con evidente professionalità, è che "così si usa". E abbiamo imparato un'altra cosa! Ci viene subito alla mente il vecchio e saggio adagio: "chi fa da sé, fa per tre". E faremo da soli. Congedatici dall'angela custode, che in quanto angela non si butta giù e che anzi immagina già nuove soluzioni, ce ne andiamo dall'allestitore. Si trova a Torino ed è uno dei papabili a prendere l'incarico per Parigi. L'incontro ci rincuora. Si vede che sono gente seria e preparata: veri professionisti. Un po' scottati dalle professionalità precedenti chiediamo come pensano di procedere. Vogliono per caso che noi si allestisca tutto lo spazio dei Blancs Manteaux, che poi loro vengono e ci dicono se l'abbiamo fatto bene? Si fanno una risata e ci concediamo con una "simpatica" stretta di mano. Quando stiamo per salire sul treno siamo raggiunti al telefono, da Firenze, dall'emissario di una notissima Casa Editrice torinese. L'amico emissario ci informa che la Casa Editrice, dopo lungo palleggio, ha deciso di partecipare attivamente alla "Festa" parigina. Non si ancora bene come, ma si sa chi lo farà. E questo è un ottimo segno. Nei due giorni seguenti ci arrivano, praticamente in sequenza, tre buone novelle. Cominciamo a preoccuparci sul serio. Per prima una Regione, che va controcorrente alle odierne crociate contro lavavetri e simili, dimostra di aver capito tutto. Facciamo i più vivi complimenti per la perspicacia. In sintesi l'Assessorato alla Cultura e quello al Turismo si metteranno insieme per organizzare una bella trasferta a Parigi. Fra l'altro la Regione ha uno slogan così azzeccato per la capitale francese che sarebbe uno peccato non utilizzarlo. Dopo la Regione, si fa viva una Casa Editrice mooolto importante, nella persona di una dirigente mooolto influente. Stanno esaminando, con degnazione, una partnership con noi per la "Festa" e ci faranno sapere. Siccome è gente che non ama perder tempo, siamo sicuri che non lo faranno perdere manco a noi. Ciliegina sulla torta, spunta una città, profumata di cose buone e abituata a una sana e allegra concretezza. In pratica hanno fatto la stessa pensata, ma proprio identica, di quelli della Regione. Proviamo con domande tendenziose e a trabochetto a capire se ci sono state intese sotterranee fra le due Amministrazioni. Se si sono messe d'accordo, insomma! Pare proprio di no. E poi distano l'una dall'altra almeno 1.000 kilometri. Siamo più rincuorati. E voi, siete curiose/i di sapere chi sono le due Amministrazioni e le due Case Editrici? Scusateci, ma non ve lo diciamo. Per scaramanzia, capiteci. Intanto agitiamo al cielo indici e mignoli.

SETTIMANA DAL 15  AL 21 SETTEMBRE: La scorribanda a Susegana per "Libri in Cantina" non è inutile ai fini della nostra "mission" parigina e quelli che intuivamo spiragli sono veri portoni, forse. Avrete capito che per noi il forse è d'obbligo. Però: un sacco di "approcci" interessanti. Per primo approcciamo un garbato funzionario della Regione Veneto, con cui ci eravamo, distrattamente, parlati al telefono prima di agosto. Noi eravamo distratti, il tipo non tanto e ha sentito nel progetto "Festa" odore di buono. Ne ha parlato con una "capa", più capa di lui, e la signora si aspetta di essere interpellata. Noi la stiamo interpellando ogni giorno, sia di mattina che di pomeriggio, ma è sempre in giro per convegni, riunioni, conferenze. Deve essere una davvero una "capa", piuttosto che una "testa", tipo quelle "teste" della nostra Regione che parlano, parlano, ma poi poco "accocchiano". Dopo il funzionario incontriamo un "angelo custode". Anzi angela, visto che è una editrice. L'angela ci propone di metterci in contatto con la struttura che in Italia organizza le due manifestazioni librarie più grandi: "Salone" di Torino e "Più libri, più liberi" di Roma. Restiamo interdetti: non sarà mirare troppo in alto? L'angela ci dice: "Che ve ne frega?. Facciamo vedere il progetto e se si può andare avanti si va, se no, pazienza". Aderiamo alla saggezza angelica e confidiamo nelle salvifiche mani il "progetto". Per finire ci conosciamo con l'organizzatore di "Libri in Cantina": un editore simpatico, dinamico e ben strutturato. Dal Veneto ce ne andiamo, passiamo in Emilia, a Modena, per sincerarci che gli amici che ci avevano proposta la mostra su "caffé storici italiani e letteratura" siano sempre vivi. Lo sono, la mostra è sempre là e aspettano solo noi. Ci concediamo e torniamo al lavoro. Già lunedì primi segnali di fumo: l'angela custode ci telefona a prima mattina (si stava ancora dormendo, reduci da una notte insonne) per dirci che il nostro progetto era stato letto ed era molto piaciuto. Per cui prendere treno o aereo e presentarsi lunedì a prima mattina (ma questi non dormono mai!) a Torino per incontro di vertice. Diamo nostra disponibilità.

SETTIMANA DALL'8 AL 14 SETTEMBRE: La settimana comincia con un vero 8 settembre: per varie ragioni, che saranno rese note appena avremo tempo di convocare una conferenza stampa, la Repubblica dei Lettori rompe qualsiasi rapporto progettuale con il Granducato di Toscana e le amministrazioni che ci sono dentro. E chi se ne ?????, direte voi. Anche noi lo diciamo, visto che comunque il popolo delle lettrici e delle lettori di Firenze e dintorni si manifesta sempre più pronto a partecipare in massa, pur se con forme diverse caso per caso, all'audace impresa. Con situazioni che hanno del bordeline. Vi ricordate il "Pinocchio" di Comencini che passava in TV quando si era tutte/i più giovani? Bene riceviamo un mail da chi interpretò, bambino, la parte del burattino di legno. Ora, adulto, ha scritto un libro su quella esperienza. E si candida a presentarlo a Parigi. L'idea non è peregrina, anche perché molti francesi hanno ancora nel cuore quello sceneggiato. Gli diciamo che si può fare. L'autore-attore ne è contento, precisando però che in prima persona non sarebbe disponibile nemmanco a coprire i costi della trasferta. Gli rispondiamo esprimendo comprensione e proponiamo che sia l'editore del libro a finanziare l'evento. Il finanziando concorda, ma ci mette a conoscenza che il libro non è che non sia stato ancora edito, è che non ha ancora manco un editore certo. Invitato a procurarselo e a ripresentarsi quando questo fosse avvenuto, il personaggio accusa e promette di rifarsi vivo appena tutto sarà a posto. Per fortuna non di soli casi strani è cosparso il nostro cammino e si aprone le porte d'Oriente. Forse ci sono spiragli concreti con il Nord-Est. Sabato 15 ce ne andiamo in Veneto a indagare e daremo puntuale riscontro di quanto si sarà raccattato.

SETTIMANA DALL'1 AL 7 SETTEMBRE: In una settimana, ritemprati dall'involontario riposo agostano, abbiamo fatto quello che non ci è riuscito fare in un mese. In primis abbiamo ritrovato l'ufficio stampa dato per perso a fine luglio. Forse ci abbiamo pure guadagnato: le due esperte della comunicazione, licenziatesi dal grande studio parigino, si sono messe in proprio. Non facendo più parte di un illustre "cabinet" non possono richiedere onorari corrispondenti. Quindi hanno fatto una bella riduzione al loro preventivo. TPS dovrebbe prendere esempio e imparare come si taglia la spesa. Poi abbiamo trovato una ditta di allestimenti nostrana, con mentalità più adusa di quella gallica a barcamenarsi con la precarietà e l'imprevisto. E questo è buona cosa. Poi abbiamo trovato una mostra da portare su. Girovagando a un grande evento mentale (ormai facciamo quasi solo più questo) siamo stati interpellati da una gentile hostess che, per conto del Comune ospitante la manifestazione, ci ha proposto di rispondere a un piccolo questionario sull'evento. Abbiamo aderito volentieri, pensando che magari volesse chiederci subito se preferissimo Galimberti o Odifreddi. Sbagliato! La prima domanda è stata se e quanto avessimo già speso e se pensavamo di restare a cena nella ridente cittadina. In caso di risposta positiva, con che budget. Abbiamo ringraziato e salutato e ce ne siamo andati a prendere un bel caffé. In un caffé, ovviamente. Siamo entrati in un luogo magnifico, di cui non citiamo il nome, per evitare indebita promozione. Il caffé faceva schifo, ma il "decor" era stupendo. Il caso ha voluto che il luogo ospitasse una mostra su "caffé storici italiani e letteratura", al piano superiore. Salite le scale siamo stati immersi in un'atmosfera fascinosa assai: vecche edizioni, lettere autografe di Premi Nobel, foto, riviste d'antan. Ca**u'io! avrebbe detto quel personaggio interpretato da Albanese. Una paciosa coppia vigilava intanto sul tutto, accudendo, con scarsi esiti commerciali, un banchetto di libri rari. Ci siamo parlati, poi presentati (il fare preceda sempre l'essere!), poi "amicalizzati". La coppia, storica libreria antiquaria di cui non facciamo il nome (altrimenti quelli del caffè potrebbero dire: "E che siamo i più fessi!"), si è entusiasmata all'idea di portare la loro mostra alla nostra "Festa" a  Parigi. Siamo rimasti d'accordo di definire il tutto a ottobre. Per una settimana può bastare. Il resto lo raccontiamo prossimamente.

SETTIMANE DALL'1 AL 31 AGOSTO: Riposo riflessivo. Molto riflessivo. Per le prime tre settimane di agosto, fra i tanti impegni, abbiamo riflettuto su chi avrebbe potuto essere oggetto di rottura di zebedei al nostro ritorno al lavoro, durante l'ultima settimana del mese. Nell'ultima settimana del mese abbiamo viceversa riflettutto su quanto questa gente sia resistente, quasi ostile, a farsi rompere i sopraddetti. Se ne sono proprio scappati! Ma gli italiani non hanno fortemente ridotto le loro vacanze, causa crisi economica?

SETTIMANA DAL 26 AL 31 LUGLIO: Luci e ombre. Un caro amico (laude a lui) ci regala un bel progetto per l'allestimento della spazio ai Blancs Manteaux. Ci convince moltissimo: nitido, sobrio ed efficace. E una è fatta! Una bellissima regione del Sud è pronta a partecipare alla nostra "Festa". Non facciamo nomi, per scaramanzia, ma sarebbe proprio una adesione molto "suggestiva". Due consorzi di editori, dal lazio e dalla Lombardia, rispondono al nostro appello e a settembre definiamo. Scopriamo però, in mezza giornata, che le nostre due addette all'ufficio stampa parigino si sono licenziate entrambe. Non da noi, ma proprio dall'azienda. Lo stesso hanno fatto le nostre due consulenti dell'impresa parigina che dovrebbe occuparsi degli arredi. Tombola! A settembre si procederà al rimpasto.

SETTIMANA DAL 19 AL 25 LUGLIO: Si consolida l'asse tosco-napoletano-veneto. Giorni fa avevamo accennato a qualcosa col delta del Po ele trattive si sono spinte molto avanti, tanto da prefigurare una specie di anteprima parigina da quelle parti. Dal delta del Po, siamo risaliti verso l'interno, scoprendo nuovi mondi. Tutto questo sempre seduti qui alla scrivania e per telefono. Cominciamo a tagliare qualche ramo secco del nostro albero. Tipo chi propone scambi di ospitalità ineguale. Il ragionamento funzionerebbe più o meno così: noi offriamo un piccolo castello con agii e maggiordomi e ne riceveremmo in cambio una stanza con uso di cucina. Come avrebbe detto il Santo Padre Totò: "qui nessuno è fisso". E manco noi ci fissiamo con idee troppo balzane.

SETTIMANA DAL 12 ALL'18 LUGLIO: Siete anche voi d'accordo che la "Festa" di Parigi non avrebbe molto senso se non, in qualche modo, illuminata da Archimede? Noi ce ne stiamo facendo una fissa di questa idea. E vedrete che, in un modo o nell'altro, Archimede a Parigi ce lo portiamo. Troppo evidente la contiguità fra il filosofo-scienziato, il libro italiano e la città della Tour Effeil per dare ulteriori spiegazioni. Venite e vedrete. Spunta intanto, provenienza Torino, il seme della Bibliodiversità, che ci sembre proprio proprio un argomento da trattare e dibattere a Parigi. Intanto ci abbiamo aperto un forum sul nostro sito nell'area RETI. Vieni, pesciolino mio diletto vieni..

SETTIMANA DAL 5 ALL'11 LUGLIO: L'incontro in Provincia a Firenze è stato molto positivo. In più siamo stati ricevuti da una funzionaria davvero in gamba. Come mai? Trattavasi di una cit-lettrice, per cui ci siamo spiegati con molta fluidità. L'appartenza alla nostra comunità non vorrà dir nulla, ci mancherebbe altro, ma è sempre piacevole parlrarsi fra "simili". I nostri strani giri telefonici ci portano sul delta del Po, più precisamente a Rovigo. Familiarizziamo subito con una donna, a nome Bruna, che deve avere una riserva di energie buone per far volare un Airbus. Organizza a Rovigo appunto una bellissima iniziativa che si chiama "La Fiera delle Parole". Non mancatela: è dall'11 al 14 ottobre. A telefono dopo un minuto ci diamo del tu e prefiguriamo intese. Un po' qua, un po' là e al più presto si vedrà.

SETTIMANA DAL 29  GIUGNO AL 4 LUGLIO: La buona partenza ci incoraggia e andiamo sempre più baldanzosi a rompere gli zebedei al prossimo. Alcuni se li fanno pure rompere con molta partecipazione. Si segnalano il vivo interesse di "Pordenonelegge", "Le parole dello schermo". Riceviamo la visita, molto cortese, degli organizzatori di "Parole nel tempo di Belgioioso" (forse la prima storica manifestazione della editoria indipendente in Italia). Con inusitata buona educazione, rispetto ad altri amministratori pubblici locali, il Presidente della Provincia di Firenze, Matteo Renzi, risponde al nostro invito e siamo convocati a un incontro "conoscitivo". L'appuntamento è fissato per il 5 luglio. Vi diremo come è andata la settimana prossima.

SETTIMANA DAL 22  AL 28 GIUGNO: Abbiamo riscritto interamente il nostro progetto e ci piace molto di più. L'idea che dai libri e accanto ai libri possa venir fuori un'Italia plurale, variegata e piena di differenze e piena di differenze ci sembra cosa bella e buona. E, alla faccia dei pessimisti, siamo convinti che le idee belle e buone alla fine si realizzano. Cominciamo a mandare un trentina di mail in giro e a lavorare di telefono. Assumiamo il principio di paralre qui solo di chi ci risponde positivamente. Siamo sicuri che la Festa parigina si farà e funzionerà e menzionare chi non ci ha creduto ci sembra una mancanza di stile. Magari li elenceremo alla fine della giostra. Dunque totale "politique grand seigneur". In questi giorni si cominciano a prefigurare intese con: "Montereggio, paese dei librai", "Romics", "PisaBookFestival", "Festival della Filosofia". Come partenza non è male.

SETTIMANA DAL 15  AL 21 GIUGNO: Ma sì, cambiamo aria. Non possiamo mica ingabbiarci nel provincialismo consolatorio del noto! Salpiamo per altri lidi e cominciamo a contattare un sacco di realtà che in Italia fanno manifestazioni come vorremmo fosse la nostra a Parigi (Mantova, Pordenone, Courmayer, Roma, Napoli, Modena, Sarzana..) Sono molte di più di quanto si possa immaginare e qualcuna è anche incuriosita dall'idea, senza tante prosopopee. Se non riusciamo a fare una "Toscana che Legge", proviamo con una "Italia che Legge". Magari falliamo lo stesso, ma almeno con più onore. All'ultimo minuto ci viene un'altra idea bizzarra. Perché non allearci con il cinema? Ci rivolgiamo a un nome "importante", che non facciamo per ovvi motivi di "discrezione". Ancora presto per dire se ci ascolteranno o ci prenderanno a calci. Si saprà nella prossima puntata.

SETTIMANA DALL'8  AL 14 GIUGNO: Gli editori locali, per lo meno quelli con cui chiacchieriamo, si sentono molto "bisognosi di assistenza". L'idea di una vetrina li alluzza, come si dice da queste parti, ma ci vorrebbe un aiutino, una sovvenzione, una presa in carico. Un editore partorisce una strategia geniale: "Parliamone alla Regione Toscana, magari all'Assessorato alla Cultura. Anzi muoviamoci da subito anche col Comune di Firenze (sempre alla Cultura)" Il disincanto e l'incredulità vengono sapientemente camuffati in un augurio di buona riuscita del sondaggio. Cambiamo aria.

SETTIMANA DALL'1  AL 7 GIUGNO: Ci rimettiamo alla caccia, sinceramente esausti e un po' esauriti dai locali e sostanzialmente inutili contatti. Siamo convinti che si possa fare una "Festa" anche solo con libri ed editori, ma ci sembra uno spreco. E sappiamo anche di essere un tantino capatosta. Per cui insistiamo. Proviamo, sempre sul locale, il versante editori. Vediamo che succede

SETTIMANA DAL 24  AL 31 MAGGIO:  L'impegno in Piazza San Giovanni non ci lascia molto tempo per i nostri affari internazionali, mentre fioccano dalla comunità richieste di informazione sull'avanzamento dei lavori, che sono invece un po' fermi. Ma l'ANAS non c'entra nulla. Stiamo però entrando in contatto con alcune comunità montane, alquanto vituperate di questi tempi. Ma forse bisognerebbe essere più "indulgenti. E noi lo siamo...

SETTIMANA DAL 17  AL 23 MAGGIO:  Settimana disattenta e incasinata. Quando meno te lo aspetti trovi una perla nel porcile. Anzi due. Un consorzio di comuni, legati da un democratico premio letterario, una eccellente "scuola superiore". Zitti! Non vorremmo che si offendessero con la storia del porcile. non sanno che a noi i porcelli sono tanto simpatici!

SETTIMANA DAL 10  AL 16 MAGGIO:  Stavolta è colpa nostra. Stritolati dagli impegni di "Libri in campo" e della "Biblioteca delle Oblate" non possiamo darci troppo da fare. Però troviamo il tempo per intuire una traccia gustosa e gourmand che potrebbe venirci buona, sia dal punto di vista dei contenuti che da quello, molto più pressante, delle finanze. Siamo proprio a un embrione di embrione, ma a questo punto non lasciamo niente di intentato.

SETTIMANA DAL 4 AL 9 MAGGIO:  Si continua a partire il periodo pontale. Alcuni dei nostri interlocutori erana stati in ferie, approfittando delle opportunità del calendario. Ora, rientrati dai giorni di fatica festiva, devono o riprendersi da questi impegni o affrontare il lavoro arretrato e non smaltito causa ferie. Questa condizione non segnala modificazioni di luoghi o latitudini. Avviene così in regioni diverse, in grandi città, come in centri medi, come in piccoli luoghi. E noi che si fa? Ci adeguiamo e andiamo avanti.

SETTIMANA DAL 27 APRILE AL 3 MAGGIO: Ci stiamo incasinando e accavalliamo ipotesi su ipotesi. Diciamo che avremmo un piano razionale (dovendo andare in casa di Cartesio potevamo fare altrimenti?). Vorremmo agirlo in santa pace. Ne siamo un po' impediti da due diversi atteggiamenti. Ci sono alcune amministrazioni comunali e regionali che o si mettono di traverso a rompere gli zebedei, piene di maleducazione e gelosia (sic! ma se po' campa' accussi'?)  o, con qualche cinismo da eccesso di potere, negano anche il minimo aiuto dell'informazione. Avessimo chiesto soldi si capirebbe! Ci sono altre amministrazioni che invece, pur generosamente, si propongono con progetti uno diverso dall'altro. Sarà la nostra Festa un patchwork nella migliore tradizione arlecchinesca italiana? E i francesi, così precisini, come la prenderanno? Mah, speriamo bene. Intanto è già buona cosa, almeno per noi, che l'Italia dei ponti si sia rimessa al lavoro. Una settimana di fatica e poi tutte/i a concentrasi sulle vacanze estive. Tanto mancano solo tre mesi...

SETTIMANA DAL 20 AL 26 APRILE: Confessiamo di aver poco fatto in questa settimana e ci tiriamo le orecchie da soli. Ma come si fa con questi ponti? Sembra che in Italia in questi giorni lavoriamo solo noi e quelle/i di Pistoia. Ci sa che capiterà lo stesso la settimana prossima (non sappiamo per Pistoia). Comunque il progetto si irrobustisce di nuove voci e continuano ad arrivarci i consensi dei comuni mortali. Ne siamo consolati.

SETTIMANA DAL 13 AL 19 APRILE: Chiacchierando con questo, quello e quell'altro ancora l'intricato percorso dell'impresa parigina comincia a vedere la luce della coerenza e della praticabilità. Ci rendiamo conto che l'idea dell'"Italia che Legge" può funzionare e tentiamo subito un test. Facciamo pervenire il nostro progetto, per interposta persona, al Ministero della Cultura (sappiamo che si chiama in un altro modo, ma a noi piace così) e aspettiamo pazienti. E il Paese lo abbiamo messo a posto. Poi pensiamo a una Regione. Quale meglio della Toscana? Qualche contatto c'è già, fermo restando il problema che ci manca un Assessore alla Cultura (non deve essere una cosa grave, visto che se ne fa a meno da più di un anno). Pur in questa situazione precaria un alto dirigente, in modo molto amichevole, si rende disponibile ad ascoltarci. Il progetto, pur nella difficoltà dei tempi stretti, piace e potrebbe (con moltissimi potrebbe) anche essere fattibile. Viene anzi integrato con puntuali suggerimenti dell'illuminato interlocutore. Si vedrà. Tanto per far finta di farlo, trasmettiamo il nostro dossier a una Città. Quale se non Roma, vista la grande dinamicità culturale della nostra Capitale? Incredibilmente, la mattina dopo il nostro contatto via e-mail, ci telefonano dalla struttura romana che si occupa in Comune della Cultura. Ci ringraziano di averli contatti (incredibile!), chiedono piccoli chiarimenti e ci suggeriscono di indirizzarci al responsabile delle Biblioteche di Roma, a cui sono conferiti molti degli incarichi concernenti lettura e lettori. Ci viene anche chiesto se preferiamo chiamare noi direttamente o se essere preannunziati da una presentazione più ufficiale. Optiamo per la seconda ipotesi: tempo di attesa dieci minuti. Chiamiamo il responsabile che, molto cordialmente, ci chiede di fargli avere tutto il malloppo di presentazione. Lo valuterà e ci farà sapere. Non sappiamo se la cosa andrà in porto. Però piangiamo tutti, come vitelli, commossi da una buona educazione della pubblica amministrazione (spesso tanto bistrattata). Non ci eravamo più abituati. Qui a Firenze facciamo diverso. Fioccano intanto adesioni e incoraggiamenti sull'impresa dal popo delle cit-lettrici e dei cit-lettori. Ce la faremo?

SETTIMANA DAL 5 AL 12 APRILE: Abbiamo un'idea. Creare un grande spazio nella Festa parigina per "l'Italia che Legge". Una sorta di caravaserraglio di comunicazione e promozione con stand e adeguata informazione sulle varie iniziative del libro e dei lettori che si fanno in Italia. Pensiamo a Mantova, Sarzana, Pordenone, Torino, Modena... I luoghi e le cose non mancherebbero. Nel fatidico appuntmento di venerdì sottoponiamo al Capo di Gabinetto dell'Assessorato al Turismo della Regione Toscana il progetto. Perché la Regione non si fa partner della nostra Festa presentando "la Toscana che legge"? Dalle nostre parti, scavando un po', non mancano programmazioni ricche e fantasiose. Il funzionario sembra, sinceramente, non insensibile all'idea, cui accredita un certo valore. Per di più ama Parigi e di Parigi ama particolarmente il quartiere del Marais (dove saremo) che conosce parecchio bene. Però... C'é un però, e molto giustificato. Non si può far nulla se non si parte dall'Assessorato alla Cultura della Regione. E se andate indietro, come nel gioco dell'oca, alla prima settimana del nostro racconto, vedrete qual'è il problema. Noi non deflettiamo dalla pista toscana, anche perché, oltre la comodità, pensiamo davvero che la regione dalle dolci colline sia quella che può meglio esprimere la nostra fissa di "comunità di lettrici e lettori". Comunque tiriamo avanti e ce ne andiamo per Pasqua su un lago. Qui incontriamo, per caso, un manager con due attributi grossi così. Con tutta la competenza e il savoir faire di chi dialoga con il tu con i vari Bassolino, Veltroni, Martini, sconsiglia vivamente percorsi istituzionali, esponendo un sano principio: "Visto che vi servono solo soldi, parlate con quelli che i soldi li hanno veramente". E pure ha le sue ragioni. Al ritorno dalla breve vacanza riceviamo, via e-mail, un preventivo dallo studio Idenium di Parigi. Sono due gentildonne della comunicazione, molto reputate sotto la Tour Effeil, che abbiamo conosciuto due settimane fa e a cui abbiamo chiesto, in via amichevole, di formularci una proposta di costo per occuparsi della comunicazione e della promozione dell'evento in Francia. Proprio perché amichevole, il preventivo si limita a 15.000 euro, più altre spesucce non quantificabili al momento. "E cosa direbbe il Grande Capo Sticazzi?" potrebbero argomentare Greg e Lillo. E noi con loro

SETTIMANA DAL 29 MARZO AL 4 APRILE: Male abituati dalla grandeur gallica ci tuffiamo con qualche carenza di fiato nel mare magnum delle difficoltà di casa nostra. Meglio così: bene avere i piedi ben piantati per terra. Inaspettatamente siamo convocati sull'argomento parigino dal Capo di Gabinetto dell'Assessorato al Turismo della Regione Toscana. L'appuntamento è fissato per venerdì (Santo) 6 aprile alle ore 12,00. Sapremo quindi nel resoconto della prossima settimana cosa è successo. Intanto cominciamo a tessere una rete di possibili contatti: Roma, Torino (con tutto il Piemonte), le Marche, le FNAC (sia quelle italiane che quelle francesi: meglio abbondare), qualche editore, qualche giornalista della 7, qualche giornalista di Repubblica, qualche giornalista del Manifesto, qualche assessore dei dintorni. Laddove riusciamo a parlare con qualcuna/o riscuotiamo ampi consensi e congratulazioni. A cui, spesso, si aggiungono consigli e idee (sull'onomastica, sulla forza comunicativa) o raccomandazioni sulla cugina che sta a Parigi e che è pronta per diventare una star internazionale (e che non lo è proprio ancora, ma che certo riceverebbe un meritato viatico avendo il nome in cartellone nel nostro ipotetico programma) o sul libro che è stato recentemente finito e non ancora pubblicato in Italia ("Che non lo potrebbe pubblicare un editore amico in Francia?"). Comunque non soldi, né risorse, che però certamente altri sono pronti a profondere a piene mani. In questo variegato panorama si staglia di luce propria la stella di una modesta e affettuosa cit-lettrice, che si dice pronta a dare un suo contributo solido all'impresa. Le nostre palpebre si umettano e scorre una lacrimuccia, sincera e liberatoria.

SETTIMANA DAL 23 AL 28 MARZO: Venerdì 23, alle ore 9,15, una folta rappresentanza della Repubblica dei Lettori discende dal treno Palatino, giunto a Parigi in perfetto orario. Dalla stazione di Bercy si raggiunge in metro Place de la Republique dove una gentile cit-lettrice francese ci mette a disposizione, per un'intera settimana, il suo più che confortevole studio. Il tempo di sciacquarsi la faccia e ci si dirige al primo appuntamento: è con la Maire (la Sindaca) del quartiere del Marais, che ospiterà la Festa. Dopo i primi cordiali convenevoli, comincia il negoziato diplomatico. Si parte non bene, visto lo stupore e l'incredulità delle autorità parigine alla notizia che il Comune di Firenze è stato per circa sei mesi senza Assessore alla Cultura e che la stessa carica è vacante da più di un anno alla Regione Toscana. Fanno fatica a crederci. Per di più la Maire, benché francese purosangue, si chiama Bertinotti e quando si  accenna al nome di Rifondazione Comunista pensa che la si voglia sfottere. L'offerta di biscottini quaresimali stempera la tensione. Si parte con la discussione che più che un negoziato sembra una mano di poker, con rilanci all'infinito. Acquisito l'affidamento dello spazio del Blancs Mantaeux, si scopre che avremo meno tempo del previsto per montaggio e smontaggio. Non piccola rogna, ma si glissa. A questo punto chiediamo, con una certa faccia tosta, se sia possibile avere in concessione gli spazi comunali per affiggere manifesti al momento opportuno. Primo rilancio: "Si, ve li concediamo. Ma insieme agli spazi per le affissioni, perché non vi prendete anche la Maison de l 'Europe? Sta proprio dietro dove si farà la Festa. E' un bellissimo palazzo del '700 e ci potreste organizzare un dibattitto con qualche eurodeputato. Basta che non siano tutti comunisti." Rilanciamo anche noi: "Va bene, ci prendiamo la Maison de l'Europe, ma ci farebbe piacere avere anche la disponibilità di un cinema, se ci occorresse." Ulteriore rilancio parigino: "Oui, c'est possible. Però se vi troviamo un cinema, dovete prendervi anche un teatro". Per non lasciare agli altri l'ultima parola rilanciamo ancora: "D'accordo, ma nello spazio della Festa ci fate mettere un bar?" Risposta: "Possiamo studiare la cosa". Approfittando del momento di pausa abbiamo bloccato il poker, temendo di trovarci sulle spalle pure il Louvre. Ci si è lasciati con una cordialissima e affettuosa stretta mano.
Definito il punto fondamentale ci siamo messi alla ricerca di partner per la comunicazione e, vedi mai, di un po' di euri. A pranzo, davanti a uno spaghetto con olive e capperi, abbiamo definito un accordo con il sito "L'Italie à Paris", che conta oltre 12.000 iscritti. Studieremo un gioco da fare insieme. A cena invece (in ristorantino da consigliare: si mangia benissimo con menù a 13,50 euro) ci siamo accordati con il presidente di Radio Aligre, storica radio indipendente della città, che da anni ha una rubrica fissa sulla cultura italiana. Conoscendoci da anni abbiamo piuttosto mangiato che discusso, tanto sapevamo in partenza che ci saremmo capiti. I giorni di sabato, domenica e lunedì sono consacrati a un estenuante giro delle sette chiese nel "Salon du Livre". L'esordio è infelice e molto doloroso. Scopriamo che anche nella Francia del "LIBERTE, EGALITE, FRATERNITE" non si può più fumer. Siamo presi dallo sconforto e i commessi all'ingresso ci sospettano come spacciatori, vista la frequenza con cui entriamo e usciamo dal Salon. Nonostante il lutto del fumo riusciamo però a parlare con diversi editori, quasi tutti interessati alla nostra Festa. Ma soldi, almeno nell'immediato, non se ne vedono. La frenesia dei contatti non ci impedisce però di curare il nostro spirito con champagne, daube, gratin dauphinois, crepes, formaggi vari, magret de canard, tourteau, kyr e via dicendo. Martedì 27 ci intratteniamo con due simpatiche e entusiaste signore della comunicazione, pronte a pianificare di tutto e di più. Il loro entusiamo è certo dovuto alla ricchezza e alla brillantezza del nostro programma, ma anche a un equivoco sulle nostre disponibilità finanziarie. Il tempo chiarirà tutto. Nel pomeriggio incontriamo una gran dama della produzione televisiva francese, anch'essa aderente alla Repubblica dei Lettori. Molto carinamente si mette a nostra disposizione per farci da consulente e tentare qualche pista importante per partenariati e sponsorizzazioni. Speriamo bene. Lasciamo Parigi, un po' malvolentieri, visto che dopo due giorni di pioggerella abbiamo poi avuto un tempo splendido. Rientriamo in Italia e qui comincia il gioco duro.

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